MR. BEAN'S HOLIDAY

Titolo Originale: Id.
Genere: Comico
Regia: Steve Bendelack
Sceneggiatura: Richard Curtis, Robin Driscoll, Simon McBurney
Cast: Rowan Atkinson, Willem Dafoe, Jean Rochefort, Max Baldry, Emma de Caunes, Karel Roden, Pierre-Benoist Varoclier
Colonna Sonora: Howard Goodall
Produzione: Studio Canal, Tiger Aspect Productions, Universal Pictures, Working Title Films
Paese d’origine: Inghilterra - 2006
Durata: 90 minuti

 

Dieci anni dopo il suo (pallido) esordio cinematografico, arriva il sequel delle avventure dello stralunato personaggio comico-televisivo inventato nei primi anni ’90 dall’attore inglese Rowan Atkinson. Stavolta Mr. Bean se ne va a far danni in Francia, avendo vinto un viaggio premio alla lotteria della sua parrocchia. Gli incidenti, con vittima sé stesso ed anche gli altri, si sprecano finendo per fargli fare da tutore al figlio undicenne di un regista famoso invitato a Cannes e sostituirsi a lui al celebre Festival del Cinema, imperversando tra divi e registi sulla croisette.
A differenza del primo film, questo sequel è più vicino alle dinamiche ed alle atmosfere degli episodi televisivi, con tempi comici ristrettissimi, una maggiore fluidità narrativa ed anche un maggior numero di gags, più studiate ed esilaranti di quelle di “Mr. Bean: l’ultima catastrofe”.
Inoltre Atkinsons recupera l’essenza infantile e cattivella del suo personaggio, cercando al tempo stesso di evolvere la sua comicità spostandone l’equilibrio causale: così le azioni di Mr. Bean non sono più reattive a seconda di determinate situazioni, ma –pur mantenendo le devastanti caratteristiche consequenziali- diventano fonte scatenante degli eventi del film, le cui conseguenze sono poi subite tanto da lui quanto da chi gli è intorno.
Il risultato finale di questo sequel però non è francamente esaltante, anzi, risulta abbastanza altalenante; se da un lato ci sono momenti molto riusciti che strappano più di una risata (soprattutto gli ultimi 20 minuti), dall’altro le scenette non hanno più la freschezza del passato ed il film è fortemente penalizzato sia dall’origine televisiva che dalla caratterizzazione del personaggio stesso: gags, smorfie e deformazioni fisiche che funzionano benissimo in una comica di una decina di minuti, in un film di un’ora e mezza mostrano invece ben presto la corda, specie se la trama si rivela nient’altro che un esile canovaccio per giustificare i momenti comici scatenati dalla devastante goffaggine del protagonista.
MR. BEAN’S HOLIDAY, quindi, pur con alcune rilevanti migliorie rispetto al precedente capitolo cinematografico, sconta ancora una volta i pregi ed i difetti del passaggio dal piccolo al grande schermo: da un lato propone una comicità candida e non volgare, dall’altro però essa risulta ripetitiva e fine a sé stessa, irresistibile nelle brevi distanze ma noiosa ed eccessiva in quelle lunghe. Rowan Atkinson è un ottimo caratterista, titolare di una studiatissima comicità fisica, ma non è un genio e le sue trovate non possono riempire da sole il vuoto narrativo di una storia che è solo una lunga sequela di incidenti, equivoci, ed espedienti assurdi, penalizzata anche dal fatto che il protagonista non parla praticamente mai (nel film dice solo un “oui” e “gracias”, oltre a qualche bofonchio), cosa -ripetiamo- passabile in uno short televisivo, ma in un lungometraggio provoca quasi una sensazione di straniamento nello spettatore. L’apporto del regista Steve Bendelack, vecchia volpe della tv britannica e collaboratore di Atkinson di lunga data, contribuisce comunque ad alzare il livello del film riuscendo ad esaltare nella maniera giusta (per montaggio ed inquadrature) le invenzioni comiche del protagonista, ma alla fine MR. BEAN’S HOLIDAY si rivela un film infantile che divertirà più i bambini che gli adulti. Un risultato che, tenendo conto della mancanza assoluta di volgarità, può essere anche positivo.

Paolo Pugliese