MOTEL WOODSTOCK

Titolo Originale: Taking Woodstock
Genere: Commedia, Musicale
Regia: Ang Lee
Sceneggiatura: James Schamus
Cast: Demetri Martin, Emile Hirsch, Liev Schreiber, Jeffrey Dean Morgan, Imelda Staunton, Eugene Levy, Dan Fogler, Paul Dano, Kelli Garner, Jonathan Groff, Henry Goodman
Colonna Sonora: Danny Elfman
Produzione: Focus Features
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 120 minuti
Data di uscita: 9 ottobre 2009

 

Siamo alla fine degli anni ’60 ed Elliot Theichberg vorrebbe aiutare i genitori che, a causa dei debiti, rischiano di perdere il loro motel. Il ragazzo viene a sapere che gli organizzatori di un concerto Rock sono alla ricerca di una base logistica per la manifestazione e, pressato dalle scadenze, li contatta offrendo sia il motel di famiglia sia il campo incolto di un suo vicino.
La famiglia di Elliot ha quindi l’occasione di saldare i propri debitori e fare anche nuovi guadagni, ma la manifestazione che si preparano ad ospitare sarà destinata a cambiare la loro vita, visto che si tratta del mitico Woodstock, il più grande concerto di musica Rock della storia: tre giorni di pace e di musica, con mezzo milione di persone che intervenne per sentire artisti del calibro di Jimi Hendrix, Janis Joplin, Santana, Who, Joan Baez, Still Nash and Young, Joe Cocker...

Il poliedrico Ang Lee non la smette di meravigliarci nel rinnovare il suo modo di fare cinema, esplorando generi e tematiche sempre nuove e diverse tra loro; dopo i cowboy gay del bellissimo I Segreti di Brokeback Mountain, gli epici scontri di La Tigre ed il Dragone, le atmosfere vittoriane di Ragione e Sentimento ed i supereroi di Hulk, il regista di origini orientali racconta la vita di Elliot Tiber, militante omosessuale che nel 1969 fornì al mitico concerto di Woodstock la sede operativa offrendo agli organizzatori il piccolo albergo dei genitori, contribuendo così alla nascita di un evento storico del XX° secolo.
Lee ricostruisce eventi realmente accaduti stravolgendone alcuni elementi come l’ambientazione e scegliendo un timbro narrativo di commedia, genere a cui ritorna dopo molti anni, realizzando un film “minore” rispetto ai suoi standard, ma pervaso da una nostalgia ironica e brillante per gli anni ’60, arricchita da un’ottima ricostruzione d’epoca.

La sceneggiatura del fidato James Schamus (Hulk, La Tigre e il Dragone, Cavalcando col Diavolo) offre al regista materiale narrativo esile, ma fortemente evocativo, permeato da una lucida ingenuità –oggi superata, ma efficace manifesto di quegli anni- e da elementi di commedia che rendono scanzonata l’operazione biografica; il concerto in sé, gli artisti che vi suonarono, le migliaia di giovani e gli eccessi di alcol, sesso e droga non ci vengono mostrati, concentrandosi unicamente sul "dietro le quinte", sulla preparazione dell'evento attraverso le figure di Elliot e dei suoi genitori che fungono anche da testimoni/narratori dell’arrivo degli hippies e del loro scontro cultural-generazionale con gli ebrei repubblicani residenti nella zona.
Come detto prima, il film è pregno di uno spirito nostalgico e positivo per un frammento d’epoca che, insieme ad un buon ritmo narrativo ed un’esposizione garbata e pulita, rendono questo film abbastanza riuscito, nonostante una superficialità di forma ed alcune stonature quali una rievocazione a tratti bozzettistica ed un marcato buonismo, anche nella critica agli aspetti commerciali e cinici dell'evento musicale.

Ottimo il cast, dallo sconosciuto protagonista Demetri Martin agli emergenti Emile Hirsch e Liev Schreiber (quest’ultimo coraggiosamente infilato nei panni del travestito Wilma, veterano della guerra in Corea) fino a caratteristi convinecenti come Jeffrey Dean Morgan, Henry Goodman, Imelda Staunton ed Eugene Levy.

Marco Valerio