MOON

Titolo Originale: Id
Genere: Fantascienza/Drammatico/Psicologico
Regia: Duncan Jones
Sceneggiatura: Duncan Jones, Nathan Parker
Cast: Sam Rockwell, Kevin Spacey (voce), Dominique McElligott, Kaya Scodelario, Malcolm Stewart, Robin Chalk, Matt Berry, Benedict Wong
Colonna Sonora: Clint Mansell
Produzione: Liberty Films UK, Lunar Industries, Xingu Films
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 97 minuti
Data di uscita: 4 Dicembre 2009

 

Su una piccola stazione mineraria lunare, il cui equipaggio è composto da un solo uomo, l’astronauta Sam Bell si appresta a terminare il suo lungo turno di lavoro e tornare sulla terra dalla moglie e dalla figlioletta. Mancano appena due settimane alla partenza, dopo tre anni passati in semi-solitudine, con la sola compagnia del computer di bordo Gerty e gli hobbies di curare le piante e scolpire casette di legno. Ma un incidente dovuto ad una distrazione porterà Sam a confrontarsi con una verità inaspettata sul suo lavoro, trovandosi in una situazione apparentemente senza via di uscita…

Moon è l'opera prima di Duncan Jones, giovane e talentuoso figlio del "Duca Bianco" David Bowie che, saggiamente, non usa il cognome ingombrante del padre e realizza un asciutto e convincente thriller sci-fi indirizzato soprattutto agli appassionati di quella fantascienza cinematografica adulta e di autore che nel 2001 Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick trova il suo caposaldo.
E Kubrick costituisce sicuramente una grande fonte di ispirazione per il giovane regista, il quale scrive e dirige una storia permeata da una forte componente psicoanalitica sulla solitudine ed il rapporto con sé stessi che cattura l’attenzione dello spettatore fin dai primi momenti, con uno sviluppo imprevedibile legato ad un mistero all'interno della stazione lunare.

La pellicola, nonostante abbia un budget molto contenuto, vanta uno staff tecnico giovane e preparato, con buone scenografie ed effetti speciali; ma è soprattutto nello sviluppo narrativo e nella regia che Moon ha i suoi punti di forza, con Jones che dimostra un’ottima padronanza tecnica della cinepresa ed uno stile introspettivo e d'atmosfera che riesce a dare alla vicenda fantascientifica un inusuale spessore adulto e decadente.
Altro pregio della pellicola è il protagonista, l’ancora poco conosciuto (nonostante una filmografia di tutto rispetto) Sam Rockwell, il quale è bravissimo nel modulare i vari aspetti di un essere umano calato in una situazione di profondo isolamento psicologico, reggendo quasi da solo tutta la scena con una performance interpretativa molto attenta ai particolari e ricca di sfumature.
Riuscendo a sfruttare bene pochi elementi concettuali e narrativi, questo film si preannuncia come un piccolo capolavoro, uno psico-dramma claustrofobico e thrilling con influenze incrociate da Solaris (l'originale, di Tarkovskij), 2001, Atmosfera Zero, La Seconda Odissea e Blade Runner, che vengono assimilate ed evolute, trovando alla fine una propria, originale strada.

Paolo Pugliese