Chi
ha mai detto che i film di animazione sono solo per ragazzi?
MONSTER HOUSE è un animation-horror movie in piena
regola che coinvolge ed appassiona un pubblico di giovani
ma anche e soprattutto di adulti, risultando davvero molto
realistico e “orrorifico”.
Nella notte di Halloween, i due amici per la pelle e compagni
di giochi D.J. e Timballo/Chowder, insieme alla malcapitata
Jenny -che da trovarsi lì per caso finisce per
essere coinvolta nella macabra disavventura-, decidono
di attraversare la strada spinti dalla loro fervida curiosità
e di avventurarsi nella spaventosa e misteriosa casa di fronte
all’abitazione di D.J. Qui il padrone di casa, il vecchio
e ruvido Signor Nebbercracker (in originale ha la voce di
Steve Buscemi), è solito allontanare malamente tutti
i bambini che capitano sul suo prato, requisendogli i giocattoli
ed incutendo loro paura. Approfittando della sua assenza causata
da un malore, i tre danno inizio al loro piano, ma…
niente fantasmi, niente streghe e magie strane… D.J.,
Timballo e Jenny scoprono una spaventosa realtà che
mai avrebbero immaginato: la casa infatti è viva, è
lei il MOSTRO!
Questo MONSTER HOUSE è davvero una bella rivelazione:
un piccolo e sorprendente gioiello dark alla Tim Burton, realizzato
in computer grafica con l’innovativa tecnica della “motion
capture”, sviluppata dalla Sony Pictures Imageworks
per rendere più “vera” la pellicola e realistiche
al 100% le espressioni, i movimenti e i gesti dei protagonisti
e degli oggetti che fanno loro da sfondo. Dal punto di vista
tecnico, infatti, il film è eccellente: tutto è
reso nel migliore dei modi e diretto abilmente dal ventottenne
Gil Kenan, che con questo suo primo lungometraggio dà
una buonissima prova di regia, con i suoi movimenti a campo
lungo, il suo soffermarsi sui particolari, le carrellate che
inseguono i personaggi: un'animazione realizzata in maniera
nuova e fantasiosa, molto "cinematografica".
Anche la storia, seppure un po’ troppo dilatata nel
secondo tempo, è tutt’altro che banale, un mix
esplosivo di commedia divertente ed horror lugubre ed inquietante
–anche pesantemente criticato in quanto non molto adatto
ai bambini-, il tutto infarcito da numerose citazioni cinematografiche,
da "Forrest Gump" a "Castaway", da "Shining"
a "King Kong" e "Men in Black".
Una
narrazione in cui si enfatizza anche il modo di fare di genitori
distratti che lasciano i figli a casa da soli per la palestra,
babysitter sopra le righe con fidanzato teppista che tutto
fanno tranne il compito che dovrebbero svolgere e poliziotti
sempliciotti e faciloni che fanno i bulli con le loro pistole
e non danno credito alle parole dei ragazzi, che si ritrovano
a dover fronteggiare, soli contro tutti, non solo la “Monster
House” ma anche questi adulti scriteriati. Altri punti
di forza di questo film sono un finale catartico molto spettacolare
ed una morale molto interessante e sorprendentemente profonda
ed amara (per un film di animazione) sulla realtà dei
"diversi", dileggiati ed emarginati dalle persone
"normali": concetto che rappresenta il cuore della
storia.
Insomma, un film da non perdere e da seguire fino alla fine,
oltre i titoli di coda (che nascondono un' ultima scena...).
Valeria
Marinaccio