IL MONDO DEI REPLICANTI

Titolo Originale: The Surrogates
Genere: Fantascienza/Azione/Poliziesco/Thriller
Regia: Jonathan Mostow
Sceneggiatura: John Brancato & Michael Ferris
Cast: Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, Ving Rhames, Michael Cudlitz, Jack Noseworthy, Valerie Azlynn, Devin Ratray
Produzione: Touchstone Pictures, Mandeville Films, Road Rebel
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 8 Gennaio 2010

 

In un futuro molto prossimo, ogni persona vive isolata dagli altri ed interagisce con l’esterno tramite “surrogati”, ovvero androidi sofisticatissimi con le loro sembianze, collegati mentalmente ai padroni ed in grado di fare qualsiasi cosa di un essere umano escludendo gli aspetti negativi come morire, ammalarsi, stancarsi e provare dolore. Ma dopo 15 anni in cui non erano avvenuti delitti, qualcuno comincia ad eliminare sistematicamente “i surrogati”, causando anche la morte degli umani che li guidano. L’agente dell'FBI Greer (Bruce Willis) si ritrova per le mani il caso più difficile della sua carriera e, quando il suo alter ego elettronico viene gravemente danneggiato, è costretto per la prima volta dopo anni ad uscire dalla propria abitazione ed indagare di persona sul caso, scoprendo una cospirazione segreta su larga scala.

Dopo “Il Quinto Elemento” e “L’Esercito delle 12 Scimmie”, Bruce Willis compie la sua terza incursione nel cinema di fantascienza con questo thriller fanta-poliziesco ben diretto da Jonathan Mostow (“Terminator 3”, “U-571”). Il film è la trasposizione cinematografica dell’omonima miniserie a fumetti della Top Shelf Comix, adattata dalla coppia di sceneggiatori Michael Ferris e John Brancato, autori degli script di “Terminator Salvation”, “Terminator 3”, “Catwoman”, “Primeval” e “The Net”.
Il confronto con un altro film sugli schermi in questi giorni che tratta lo stesso argomento (surrogati artificiali di esseri umani), ovvero il kolossal “Avatar”, è già perso in partenza e non solo per una questione di budget, ma soprattutto per le fragili ed artificiose basi narrative di una sceneggiatura mediocre firmata da due scrittori quali Ferris & Brancato, tanto prolifici e specializzati in pellicole action-thrilling quanto incapaci di dare sostanza drammaturgica alle loro storie nonché spessore psicologico ai personaggi.
Alla luce di ciò, i limiti del passaggio di un fumetto sul grande schermo ci sono tutti, con una scialba operazione di freddo adattamento che ne stempera le tematiche, compreso un finale consolatorio rispetto a quello amaro della graphic novel, a causa dei compromessi di essere una produzione targata Disney.

Da un punto di vista visivo, la regia di Mostow è tecnicamente valida e fortemente illustrativa, ma “Il Mondo dei Replicanti” finisce per essere involontariamente una pellicola vintage anni ’90, non solo ripercorrendo con esiti qualitativi più poveri le tematiche di film come “Io, Robot” e “Blade Runner” (assonanza suggerita anche dal solito, facile titolo italiano), ma proponendo anche un modo di fare cinema d’azione superato e poco moderno, artefatto e fintamente rassicurante.
Il pubblico non si beve più la favola che tornerà tutto a posto dopo che il protagonista avrà fatto il proprio dovere: mancano le zone d’ombra ed il conflitto causa-conseguenza che altrimenti renderebbero questa pellicola intrigante e coinvolgente; manca soprattutto l’ambizione di lasciare negli spettatori una traccia a livello di contenuti e riflessioni. Ed è un peccato, perché la storia contiene molti spunti interessanti che meritavano di essere approfonditi più di una semplice citazione: il nuovo tipo di società virtuale, il rapporto di identità umani-surrogati, l’edonismo delle persone ed il fatto che i surrogati altro non sono che una versione futura dei tanti profili virtuali che si trovano in rete, su siti come Facebook o le varie chatline.

Idee intriganti che però non vengono sviluppate, preferendo invece uno svolgimento abbastanza convenzionale e povero nella propria struttura narrativa, con pochi effetti speciali e poche sequenze d’azione, tutte visibili già nel trailer.
Schierando come protagonista un Bruce Willis appannato ed ai minimi sindacali per presenza scenica, “Il Mondo dei Replicanti” si accontenta di essere una pellicola d’intrattenimento che intrattiene senza infamia e senza lode.

Marco Valerio