MISSION: IMPOSSIBLE – PROTOCOLLO FANTASMA
 
Titolo Originale: Mission: Impossible – Ghost Protocol
Genere: Avventura, Azione, Spionaggio
Regia: Brad Bird
Sceneggiatura: André Nemec, Christopher McQuarrie, Josh Appelbaum, Bruce Geller, J. J. Abrams, Tom Cruise
Cast: Tom Cruise, Jeremy Renner, Simon Pegg, Paula Patton, Lea Seydoux, Josh Holloway, Ving Rhames, Tom Wilkinson, Michael Nyqvist, Anil Kapoor
Colonna Sonora: Michael Giacchino
Produzione: Bad Robot, FilmWorks, Paramount Pictures, Skydance Productions
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 132 minuti
Data di uscita: 27 Gennaio 2012

 

Un terrorista internazionale, noto con il nome di Cobalt, è intenzionato a far detonare un ordigno nucleare in America, trafugando codici di lancio in Russia. L’agente Ethan Hunt (Tom Cruise) è incaricato di intercettarlo, ma si ritrova invischiato in un attentato che distrugge il Cremlino e che costringe il governo degli Stati Uniti a rendere inoperativa l'intera divisione IMF (Impossibile Mission Force) e muovere un'accusa di tradimento ai suoi stessi agenti. Lasciati senza risorse e sostegno, Ethan Hunt e la sua squadra fuggono, operando secondo il “Protocollo Fantasma”, ossia senza alcuna copertura da parte della loro agenzia. Da soli, senza risorse e mezzi, proseguiranno la missione di sventare l’attacco nucleare, in una corsa contro il tempo e contro le autorità russe, sulle loro tracce.

In un genere cinematografico ampiamente sfruttato e inflazionato come quello degli action polizieschi/fantaspionistici, è ormai raro trovarsi di fronte ad un film che lascia il pubblico appagato per la trama e satollo per quanto riguarda l'aspetto visivo. Fa dunque piacere constatare come quest’ultimo “Mission: Impossible – Protocollo Fantasma” sia proprio una di quelle pellicole in grado di soddisfare ampiamente le aspettative degli spettatori, ma senza mai strafare, rivelandosi probabilmente il migliore episodio finora realizzato dell’intera saga. Dopo il discreto lavoro di Brian De Palma (deludente però su determinati aspetti), gli eccessi barocchi di John Woo e la regia tecnicamente valida, ma poco ispirata di J.J. Abrams, per risollevare le sorti di questo franchise arriva il regista più outsider dei tre, ovvero Brad Bird; un talento che ha in precedenza regalato al mondo capolavori dell'animazione come "Il Gigante di Ferro", "Gli Incredibili" e "Ratatouille" per la Pixar/Disney e che qui si mostra perfettamente a suo agio con la regia del suo primo live-action. “Protocollo Fantasma” recupera innanzitutto gli elementi principali della Spy-Story internazionale, tipica dei film di “007”, presentando una trama efficacemente lineare che si presta a essere contenitore di un agile intreccio costituito da molteplici sequenze d’azione, inseguimenti, corse contro il tempo, minacce terroristiche, spostamenti lampo per il mondo, mete esotiche, gadgets fantascientifici, combattimenti corpo a corpo (molti) e sparatorie (poche).

Il film ha una storia corposa, ma al tempo stesso risulta narrativamente fluida e coerente nelle sue idee di base, con uno sviluppo sintetico. Una buona scelta da parte degli autori è stata dare alla sceneggiatura una struttura corale che, nonostante sia incentrata sul personaggio di Tom Cruise (abbastanza misurato, in verità), lascia anche ampio spazio agli altri personaggi. Il tecnico informatico Benji (l’ottimo Simon Pegg), l’agente Jane Carter (una vibrante Paula Patton) e l’analista Brandt (un inespressivo Jeremy Renner) non vengono relegati a semplici gregari, ma interagiscono attivamente nelle vicende ritagliandosi anche una certa introspezione caratteriale, contribuendo ad arricchire la struttura del racconto. Non tutto, comunque, è perfetto ed a fronte dei numerosi pregi, il film sconta anche non pochi difetti: ad esempio, la trama di questo episodio ripropone nuovamente l’incipit di accusa di tradimento mossa al protagonista, presente in tutti i precedenti film; scarso è il carisma del villain principale (interpretato da un glaciale Michael Nyqvist, protagonista della trilogia svedese di “Millennium”), che, nonostante sia mascherato dalla situazione precaria dei protagonisti, alla fine emerge in tutta la sua pochezza; eccessivo, poi, l’utilizzo dei fantomatici oggetti hi-tech che appaiono prontamente per risolvere qualsiasi situazione, mentre è pressoché inesistente l’impiego delle maschere, uno degli elementi maggiormente caratterizzanti di “Mission: Impossible”, sia televisivo che cinematografico.

Assolutamente positiva, invece, la prova registica di Brad Bird, il quale ha ben focalizzato i toni e le atmosfere della serie, realizzando con un alto tasso di spettacolarità ed inventiva le varie sequenze d’azione del film, come la fuga dal carcere russo, la scalata del grattacielo di vetro a Dubai, l’incredibile combattimento finale nel parcheggio (che ricorda un po’ la sequenza delle porte del cartoon “Monsters & Co.”), e l’inseguimento in mezzo alla tempesta di sabbia, un po’ eccessivo da un punto di vista della credibilità, ma visivamente intrigante.

 

Paolo Pugliese