MILLE MIGLIA LONTANO

Titolo originale: Qian li zou dan ji/Riding alone for thousands of miles
Genere: Drammatico
Regia: Zhang Yimou
Sceneggiatura: Jingzhi Zou ,Zhang Yimou
Cast: Takakura Ken, Terajima Shinobu, Nakai Kiichi
Colonna Sonora: Wenjing Guo
Nazione: Hong Kong / Cina / Giappone - 2006
Produzione: Beijing New Picture Film Co., EDKO Film Ltd., Elite Group Entertainment, Gilla Company, Toho Company Ltd., Zhang Yimou Studio
Durata: 107 minuti

 

Dopo i suoi due grandi capolavori di genere "cappa e spada" -"Hero" e "La foresta dei Pugnali Volanti"-, Zhang Yimou torna alla sua “maniera” di far cinema, al suo stile intenso, passionale, intimista, raccontando la vita quotidiana della sua Cina con i sentimenti, questa volta attraverso una toccante pellicola che racconta la toccante storia tra un padre ed un figlio.

La storia narra le vicende di Tataka, pescatore giapponese che intraprende un lungo e difficile viaggio fin nel cuore del Paese di Mezzo alla disperata ricerca di suo figlio e nel tentativo di riconciliarsi a lui ormai morente. Il suo viaggio lo porta ad incontrare molte persone, a provare molte emozioni forti ed è una metafora di un più profondo percorso all’interno della propria coscienza, che gli fa prendere atto dei problemi quotidiani, dell’incomunicabilità nello stesso ambito familiare, dei piccoli ed umani gesti che dovrebbero essere fatti da un padre verso un figlio e della grande difficoltà di essere un buon padre.

TAKATA Gouichi, per la prima volta a bordo di un treno superveloce, lascia il suo piccolo villaggio per giungere a Tokyo, dove sua nuora Rie lo aveva chiamato, dicendogli che suo figlio Kenichi era gravemente malato e voleva vederlo. Giunto a destinazione, scopre in realtà che il suo ragazzo è in ospedale, ricoverato per un cancro irreversibile al fegato, e che ancora rifiutava di vedere suo padre dopo anni di distacco forzato e doloroso.
Il vecchio, affranto dalla sofferenza per la delicata situazione, lascia l’ospedale, ma prima di andar via riceve da rie una videocassetta da guardare e per capire tante cose…

Magistrale l’interpretazione del protagonista Ken Takakura, che riesce a far partecipare lo spettatore al suo intenso cammino introspettivo, mostrando il calvario di un padre che non sa darsi pace a causa dell'incomunicabilità con suo figlio.
Zhang Yimou mette in evidenza nel film le grandi difficoltà linguistiche, il senso di isolamento e l’impotenza di questo piccolo pescatore che giunge prima nella grande capitale giapponese e poi nell’enorme e dispersiva Cina. Ma sarà proprio il suo carattere forte, la sua volontà ferrea e la sua tenacia a fargli superare ogni ostacolo.
Possiamo dire che il film si rivela essere una narrazione tutta al maschile. Quello che manca quasi totalmente nella pellicola è la presenza delle donne: infatti Rie, nuora del protagonista, compare pochissimo nella vicenda e funge solo da “mediatrice”, nonostante questo suo contributo sia fondamentale per la storia.

Accanto alla star nipponica Ken Takakura, il resto del cast è costituito da attori non professionisti, che riescono proprio per questo a rendere e a ben tracciare con molta eleganza ed immediatezza lo spirito neorealista tipico del cinema di Zhang Yimou.
Il messaggio che il regista dà al suo pubblico è che bisogna sempre ascoltare il cuore, far parlare i sentimenti, senza perdere un attimo, perché la vita è “qui ed ora”, messaggio che seppur importantissimo, in quanto nella frenetica vita quotidiana in cui non si dà peso ai più piccoli/grandi gesti, fa scadere un po’ troppo il film in un buonismo che non gli è proprio.

Valeria Marinaccio