Trasposizione
cinematografica della celebre e griffatissima serie televisiva
degli anni ’80, MIAMI VICE è un film che ne riprende
ambientazione, personaggi e temi spostandoli ai giorni nostri.
Il film, scritto e diretto da Michael Mann (“Manhunter”,
“Heat”, “L’Ultimo dei Mohicani”)
che, 20 anni fa, è stato anche uno dei creatori della
serie televisiva, racconta un’indagine ad alto rischio
degli agenti sotto copertura James Crockett e Ricardo Tubbs.
Per smantellare un grosso traffico di droga in Florida, i
due poliziotti della narcotici di Miami eseguono una delicata
quanto pericolosa operazione di infiltrazione: assumendo le
identità di grossi trasportatori di droga, Crockett
e Tubbs entrano in contatto con la gigantesca ed efficientissima
organizzazione di Carlos, il più potente narcotrafficante
sul mercato della droga. Un solo errore può costare
loro la vita, ma Crockett durante l’operazione finisce
per allacciare un’intensa relazione sentimentale con
Isabel, braccio destro nonché donna di Carlos. La relazione
provocherà una serie di sospetti da parte del luogotenente
di Carlos sul conto di Crockett il quale, insieme a Tubbs,
dovrà fare i conti sia con l’organizzazione criminale
e gli informatori che ha nelle file della polizia, sia con
un’altra banda di fuorilegge che si intromette nel traffico,
con esiti molto rischiosi per l’intera operazione e
per la vita degli stessi agenti infiltrati.
In
sintesi, Michael Mann dimostra ancora una volta di
essere un grande regista dirigendo
in maniera agile ed ultra-realistica un robusto poliziesco,
evitando roboanti effetti speciali, sensazionalismo o sequenze
coreografiche in favore di una narrazione “vecchia maniera”,
giocata su più livelli, ma chiara e fluida.
La storia è corposa e ricca di particolari, con molti
personaggi (Crockett, Tubbs, Isabel, Carlos, il suo luogotenente,
i colleghi ed i superiori dei due protagonisti) che interagiscono
in una sciarada mortale: niente è mai come sembra e
tutti sono circondati da una coltre di menzogne dalla cui
credibilità spesso dipende la propria vita. Giocando
sempre tra primi piani e sequenze con brevi carrellate e cineprese
alla mano che inseguono quasi i personaggi, Mann immerge il
pubblico in un mondo dorato in superficie, con locali, aerei
e motoscafi di lusso, ma marcio nel fondo; un mondo dove non
sono ammessi passi falsi perché composto da gente pericolosa
che tratta business mortali, utilizza tecnologia ad alto livello
ed è abituata ad eliminare senza scrupoli qualsiasi
ostacolo.
Mann riesce a rendere molto bene questa atmosfera nel corso
del film: in alcuni punti è anche molto palpabile sia
il rischio che corrono i due protagonisti sia le loro difficoltà
inerenti un lavoro che stravolge in maniera così pesante
la loro vita, sempre sul filo del rasoio ed in bilico tra
legge ed illegalità.
La sceneggiatura da anche spazio ai sentimenti, con le storie
d’amore parallele di Crockett con Isabel e Tubbs con
una compagna di squadra, ma vengono trattate sommariamente,
seppur con una certa delicatezza, perché a Mann interessa
soprattutto la narrazione corale, quasi suggerendo che in
quel mondo non può esserci posto per cose “normali”
come l’amore. Il regista insomma dosa bene tutti gli
elementi narrativi, ma non è però favorito dall’interpretazione
dei due protagonisti che rimane sempre sopra le righe e francamente
poco espressiva, facendosi forse schiacciare dal peso della
storia e non riuscendo a trasmettere al pubblico la tensione,
i dubbi ed i sentimenti che i loro personaggi provano.
Tra i protagonisti Colin Farrell (“Alexander”,
“S.W.A.T.”, ”In Linea con l’Assassino”),
Jamie Foxx (“Collateral”, “Ray”) e
l’attrice asiatica Gong Lee (“Lanterne Rosse”,
“Addio mia Concubina”, “Chinese Box”)
è proprio quest’ultima che convince di più,
interpretando bene il ruolo carismatico e sensuale di una
donna di potere forte ed indipendente, ma anche passionale.
Più statico e monoespressivo, invece, Colin Farrell
che non riesce a suggellare né mettere in risalto con
la sua interpretazione alcuni aspetti della storia che abbiamo
elencato prima. Il co-protagonista e premio Oscar Jamie Foxx
fa ancor meno, riuscendo ad essere carismatico in alcune scene,
ma rimanendo comunque per tutta la durata del film sempre
in secondo piano rispetto a Farrell.
Molto bella e coinvolgente, infine, la colonna sonora che
accompagna in maniera suadente i passaggi più importanti
della pellicola, regalando maggiore intensità alle
scene di questo bel film.
Paolo
Pugliese