MAX PAYNE

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione/Drammatico/Poliziesco
Regia: John Moore
Sceneggiatura: Beau Thorne
Cast: Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Olga Kurylenko, Donal Logue, Chris O'Donnell, Rico Simonini, Kate Burton, Nelly Furtado
Colonna Sonora: Marco Beltrami
Produzione: Abandon Entertainment, Collision Entertainment, Dune Entertainment, Firm Films
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 100 minuti
Data di uscita: 28 Novembre 2008

 

Max Payne è il protagonista di una fortunata serie di videogiochi prodotta dalla softerhouse Rockstar North a partire dal 2001, di genere TPS (Third Person Shooter), ovvero uno sparatutto in terza persona con effetti speciali come il BulletTime di “Matrix”, in cui l’azione va al rallentatore ed i proiettili fendono l’aria.
La trama del gioco è molto simile a quella di un romanzo "Noir", con il cammino di un poliziotto che si trasforma in un giustiziere. Max è un agente di un distretto di Polizia della città di New York ed una sera, tornato a casa, scopre che la sua famiglia è stata massacrata da un gruppo di criminali sotto l'effetto di una nuova droga sintetica, la Valchirya. Entrato nella DEA, inizia una missione sotto copertura al fine di scovare chi è al vertice del commercio di questa potentissima droga, smettendo ben presto di seguire l'etica professionale dell'agente ed iniziare una sua vendetta personale nei confronti del crimine che lo porterà ad allearsi con la spietata Mona Sax ed essere inseguito dai suoi stessi colleghi.

Grazie alla regia esperta di John Moore (“Behind Enemy Lines”, “The Omen”, “Flight of the Phoenix”), il film non soffre troppo della sua genesi videoludica, presentandosi con un’intrigante (per quanto già vista) ambientazione urbana notturna e piovosa. Visivamente claustrofobico e cupo (un plauso al tecnico della fotografia Jonathan Sela), il film rimanda per atmosfere e narrazione ad horror sulfurei come “The Omen” e “Constantine”, ma si rifà anche al cinema Noir degli anni ’40 mixato a quello poliziesco degli anni ’70, il tutto arricchito con una connotazione post-Cyberpunk.
“Max Payne” riesce quindi ad essere sia una fedele trasposizione di un videogioco, sia un film poliziesco-horror godibile da parte del pubblico non appassionato di videogames. Non tutte le ciambelle riescono con il buco, però.

La scelta del cast è innanzitutto poco felice: Mark Wahlberg potrebbe funzionare come caratterista o co-protagonista, ma come attore principale non riesce a reggere il peso di un intero film a causa della sua scarsa espressività; non brillano per presenza scenica neanche gli altri interpreti (Mila Kunis, Beau Bridges, Olga Kurylenko, Donal Logue, Chris O'Donnell) che non danno sostanza ai loro personaggi all’interno della vicenda.
E parlando della trama si registrano i difetti più gravi: nonostante elementi non originalissimi (il poliziotto anti-eroe, il percorso di vendetta, il tradimento), la trama presentava un’ambiziosa struttura narrativa drammatica ed intimista, ma purtroppo si smarrisce ben presto attorcigliandosi su sé stessa tra sparatorie, visioni arcane e coreografie varie (una su tutte la capriola di Max sparando con il fucile). Se gli intenti di mescolare l’action contemporaneo al noir classico sono degni di nota (anche se era stato già fatto con “Sin City”), totalmente da bocciare è la sceneggiatura, dallo sviluppo banale e fiacco, che perde progressivamente coerenza narrativa in favore dell’aspetto estetico-visivo del film al quale viene dato eccessiva attenzione dagli autori.

Marco Valerio