Dopo
un anno di convivenza, Lucia (America Ferrera) e Marcus (Lance
Gross) intendono sposarsi, ma le settimane che seguiranno,
con l’annuncio alle rispettive famiglie, l’incontro
tra i genitori e la preparazione del matrimonio, saranno funestate
dalla reciproca antipatia e mal fiducia tra i rispettivi padri
dei due ragazzi: ovvero Brad Boyd (Forest Whitaker), genitore
dello sposo e saccente quanto infantile star radiofonica,
e Miguel Ramirez (Carlos Mencia), svagato e superficiale padre
della sposa, titolare di un’ officina meccanica.
Si
potrebbe riassumere la trama di questo film in poche parole:
un matrimonio funestato dall'idiozia di due genitori mentecatti,
le cui rivalità e ripicche fanno da unico leit
motiv all’intera commedia, dalla trama insulsa
ed ampiamente prevedibile, compreso l’immancabile happy
ending. Al canovaccio sopra riassunto non corrisponde
alcun ulteriore sviluppo né l’ombra di un intreccio
o di un’evoluzione credibile dei protagonisti, tratteggiati
come figurine da barzelletta le cui vicissitudini sono una
sarabanda gratuita di gags e situazioni stantie, già
ampiamente viste in centinaia di altri film; oltre all’assenza
totale di qualsiasi elemento di originalità e di rilevanza
comica, c’è l’ulteriore colpa di una caratterizzazione,
sia di personaggi che di eventi, di una banalità ed
un qualunquismo pressoché totali, accentuati da una
regia scolastica che si limita a seguire i personaggi senza
alcuna creatività o disamina caratteriale, accontentandosi
di portare il risultato -pardon, la scena- a casa.
Fa
senso vedere un attore Premio Oscar come Forest Whitaker (“L’Ultimo
Re di Scozia”), oppure una brava ed emergente America
Ferrera (star del serial “Ugly Betty”), svendersi
con questi prodotti di bassissimo profilo, falsi ed artificiosi
nella loro ovvietà narrativa, da evitare perché,
oltre ad essere mal scritti, mal diretti e mal interpretati,
non svolgono neanche la loro funzione basilare di commedia,
ovvero quella di far ridere.
Paolo
Pugliese