Gaetano
e Paolo sono due cugini cresciuti insieme nell’infanzia
che, a causa di una lite tra i rispettivi genitori per motivi
economici legati alla proprietà di un albergo, non
si parlano più da oltre vent'anni. Si rincontreranno
anni dopo, ormai trentenni, per una serie fortuita di vicissitudini,
affrontando insieme matrimoni russi, debiti dell'albergo,
racket mafiosi e la loro diversità di carattere: uno
è infatti troppo ingenuo e l’altro troppo furbo...
“La
Matassa” è il terzo film della coppia Ficarra
& Picone, due tra i comici più talentuosi e graffianti
del panorama televisivo, esportati anche al cinema con notevole
successo e credibilità. Nelle loro precedenti opere,
infatti, hanno dato modo di dimostrare sia notevole verve
comica (a dispetto di una interpretazione non certo accademica)
sia anche di non volere una semplice trasposizione cinematografica
della propria comicità vista in Tv, impegnandosi insieme
a registi e co-sceneggiatori nella costruzione di storie nelle
quali i momenti comici sono giustificati da una trama coerente
a livello narrativo. Al di là dell’indubbio talento,
il loro pregio è cercare di non sovrapporre mai la
propria personalità alla storia (anche se non sempre
ci riescono, vedi l'istrionismo eccessivo di Ficarra),
arricchendola con gags che, andando oltre l’effetto
ilare-cabarettistico, spesso sono scritte con una buona capacità
di osservazione satirica del nostro paese.
Così è stato nella loro opera prima, “Nati
Stanchi”, un pò meno ne “Il 7 e l’8”
(anche se il risultato era mediamente buono), ma
in questo loro terzo lungometraggio, assistiamo ad una prova
di minor coraggio nella scelta di generi e tematiche, preferendo
blindarsi con una trama ricca di elementi narrativi sicuri
e di ampio repertorio come, ad esempio, la classica contrapposizione
di due caratteri opposti (che c’era già comunque
nella loro precedente opera), la quale dà luogo
ad una serie di dinamiche dal funzionamento ampiamente collaudato.
Il
risultato complessivo è comunque discreto. La comicità
di Ficarra & Picone è schietta e genuina, per niente
autoreferenziale né volgare, con uno sviluppo non fine
a sé stesso (come certi cine-panettoni), che
dà spazio anche a diverse riflessioni come i temi dei
litigi in famiglia, i matrimoni per convenienza, oppure le
dinamiche dei racket dei clan mafiosi, tutti presi in giro
con mirato sarcasmo ed equilibrio.
Il film ha una partenza lenta, ma la storia è lineare
ed efficace nella sua struttura di commedia degli equivoci,
ricca di sequenze sempre più esilaranti ed elementi
di satira sul meridione, con qualche eccesso caricaturale
(la scena dei pizzini oppure la risatella del mafioso)
senza però scadere nella macchietta.
Un cast di supporto ben assortito chiude il cerchio (ottimi
i vari Pino Caruso, Claudio Gioè, Tuccio Musumeci),
contribuendo ad una pellicola che, sebbene appartenente al
pluri-abusato genere di commedia leggera tipica del nostro
cinema, si rivela un prodotto d’intrattenimento affatto
scontato, bensì garbato ed attento ai particolari,
lasciando alla fine qualche contenuto di pensiero in più
nello spettatore dopo la proiezione.
Paolo
Pugliese