The
Losers, ovvero “I Perdenti”, sono i membri
di una squadra di agenti-ombra della CIA. Ognuno di loro è
specializzato in un determinato campo che li rende estremamente
versatili e pericolosi: il leader Clay (Jeffrey Dean Morgan)
ed il suo braccio destro Rogue (Idris Elba) hanno un passato
di ex-marine e sono esperti in armi e tattiche di combattimento;
Rogue è anche uno specialista in esplosivi, mentre
Jensen (Chris Evans) in intercettazioni e tecnologia, Pooch
(Columbus Short) in supporto logistico e guida mezzi ed infine
Cougar (Óscar Jaenada), dal volto perennemente nascosto
sotto un cappello da cowboy, è un cecchino infallibile.
I 5 agenti erano impiegati dalla CIA in varie missioni-ombra
(cioè ufficialmente non riconosciute), ma dopo una
missione in Bolivia contro un potente narcotrafficante vengono
eliminati per essere utilizzati come capro espiatorio, per
volontà del misterioso e potente Max (Jason Patric).
Il gruppo però riesce a sopravvivere e grazie all’aiuto
della misteriosa Aisha, letale ex-agente del Mossad ed anche
lei in cerca di vendetta contro Max, tornano negli Stati Uniti
ed iniziano una crociata vendicativa contro la CIA.
The
Losers è l’adattamento cinematografico dell’omonimo
fumetto distribuito dalla DC comics, il colosso editoriale
americano che pubblica anche le avventure di personaggi come
Superman e Batman. Il film è un blockbuster
d’azione diretto e sceneggiato da Sylvain White (“Stomp
the Yard”), che racconta personaggi e vicende allegramente
sopra le righe. Nonostante esplosioni, scontri a fuoco e combattimenti
corpo a corpo, The Losers ha un approccio narrativo
scanzonato ed esagerato nel narrare le gesta di personaggi
cattivi, ma non troppo. Il proposito principale dovrebbe essere
quello di realizzare un film d’azione che al tempo stesso
sia anche leggero e brillante, ma il risultato finale non
convince né intriga; la causa principale è da
imputare ad una sceneggiatura mediocre, con una progressione
degli eventi piatta e poco curata nei suoi snodi causali,
che pecca anche di eccessiva faciloneria e spiritosaggine,
stravolgendo totalmente i carachters e la trama originale
del fumetto, che aveva una struttura ben più solida
e violenta.
Dopo
un inizio promettente nella giungla boliviana, il film procede
in maniera sgangherata e buonista, con grosse buchi narrativi
per quanto riguarda la costruzione stessa dei fatti e attori
poco in parte che risultano anche di scarsa simpatia, specie
i nomi più noti del cast quali Jeffrey Dean Morgan
(“Watchmen”, il serial “Grey’s Anatomy”)
e Chris Evans (“Cellular”, “Sunshine”,
“I Fantastici 4”).
Altro grave errore del film è la figura del villain
Max, che dovrebbe essere una sorta di eminenza grigia all’interno
della CIA, ma che viene delineato in maniera fin troppo gratuita,
superficiale e semplicistica, per giunta interpretato senza
un briciolo di carisma dall' ex star emergente degli anni
’90 Jason Patric.
Anche le sequenze d’azione, che dovrebbero essere il
punto di forza di un film del genere, lascano il tempo che
trovano, risultando ripetitive e poco avvincenti, costruite
in maniera patinata e con un certo abuso del rallenty e di
pose plastiche e cool degli attori, sulla scia della
famosa camminata eroica vista in “Armageddon”,
che ha fatto (purtroppo) scuola.
Se l’intento dei produttori era realizzare un’efficace
alternativa al blockbuster “A-Team”, possiamo
tranquillamente definire l’operazione come uno spreco
totale di soldi, così come l’acquisto del biglietto
per andarlo a vedere.
Paolo
Pugliese