LONDON BOULEVARD
 
Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: William Monahan
Sceneggiatura: William Monahan
Cast: Colin Farrell, Keira Knightley, Ben Chaplin, David Thewliss, Anna Friel, Ray Winstone
Colonna Sonora: Sergio Pizzorno
Produzione: GK Films, Henceforth
Paese d’origine: Gran Bretagna – 2010
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 10 giugno 2011

 

Il vecchio adagio racconta che le vecchie abitudini sono dure a morire e Mitchell (Colin Farrell), dopo 3 anni in prigione per aggressione aggravata, non ha nessun intenzione di farsi coinvolgere dai vecchi amici del giro: stavolta vuole restare pulito, alla larga da affari sporchi, ad ogni costo! E’ così che inizia il film di William Monaghan in cui intrecci pericolosi tra soldi, donne e potere, metteranno la vita dei protagonisti in forte rischio. Ambientato in una Londra la cui fotografia è costituita da ambienti cupi, segnati da una forte ansia, il personaggio di Mitchell è costantemente sotto pressione: in passato ha commesso degli sbagli, ma in carcere ha imparato (forse) a dominare il suo lato più aggressivo e distruttivo, e ora sta cercando di fare solo ciò che è meglio per lui e per la sorella, Briony, dal forte temperamento trasgressivo ed autodistruttivo. Non si aspetta molto dalla vita, vuole mantenersi estraneo da pericolose compagnie e dal suo migliore amico Billy (Ben Chaplin): sa che questi aspetta solo un passo falso per trascinarlo di nuovo in scorribande a base di droga e risse con le bande rivali. La salvezza all’improvviso giunge con Charlotte (Keira Knightley), una giovane star del cinema che ha deciso di rimanere isolata in casa per evitare ogni possibile intrusione di paparazzi e sciacalli nella sua vita privata: sarà Mitchell il suo unico contatto con una realtà lontana. Dall’incontro tra due anime disperate entrambi cambiano: Charlotte mitiga l’atteggiamento di Mitchell, spingendolo verso la dolcezza e l’amore, mentre questi infonde nella ragazza insicura e timorosa più fiducia in se stessa. Un cammino comune in cui impareranno che il futuro va affrontato a testa alta: combattere per se stessi, dimostrare al mondo il proprio coraggio e l’audacia. Anche se si ha paura si deve guardare avanti perché gli sciacalli saranno sempre lì fuori in attesa di una nostra caduta, e vivere sulla difensiva significherà solo dar loro partita vinta.

Due attori che qui rendono al meglio le loro diversità: se lei è dal corpo minuto, e un viso pallido che parla attraverso i silenzi, le sue espressioni sofferte, e il proprio richiudersi a riccio, Farrell è perfetto nell’alternare momenti di diplomazia ad atteggiamenti aggressivi. Se minacciato diventa teso come una corda di violino, concentrato fino al limite per mantenere il controllo, e per non ricadere preda dello schifo ingoiato in passato durante le scorribande col collega Billy. Questi, un istrionico Ben Chaplin che meriterebbe miglior fama, si dimostra marcio fino al midollo, arrivando alle estreme conseguenze. Egli sa, nel profondo, che una volta intrapresa una strada costellata di furti e crudeltà è inutile cercare di tornare indietro: il sentiero è stata percorso, e la vita è ormai segnata. Un film che si discosta dai soliti thriller in cui si cercano prove e responsabili del reato: qui le nostre pedine sono già sulla scacchiera. Sopravvivere è solo questione di mosse intelligenti e precise: una partita che non garantisce solo una inaspettata fortuna ma anche il diritto ad una vita dignitosa e onesta.

“London Boulevard” segna l’esordio come regista dello sceneggiatore William Monahan (“The Departed”, “Nessuna Verità”), che confeziona una crime story melodrammatica, in parte introspettiva ed in parte d’atmosfera, con una Londra postmoderna e impietosa che fa da sfondo ad un sottobosco criminale londinese, dove devi saperti conquistare una possibilità di riscatto allontanandoti da un destino già scritto, ma sopravvivendo tanto ad amici ambigui quanto a boss criminali omo affettivi e ragazzini di borgata. Il film riesce a convincere, nonostante non presenti materiale originale, preso in prestito da altre pellicole, con una regia lineare e dall’impostazione pulita e senza sbavature che sa mantenere la tensione narrativa grazie ad un ritmo incalzante, anche se finisce per disperdere diversi buoni spunti che avrebbero contribuito ad un risultato più alto.

Alessandro Cristofaro