Eddie
è un single sfortunato in amore che, ormai quarantenne,
è l’unico della sua cerchia a non aver incontrato
ancora la sua anima gemella (e gli amici di certo non
lo aiutano, mettendolo al tavolo dei bambini durante i matrimoni).
Un giorno però conosce Lila, una bionda travolgente
che inizia a frequentare e, credendo sia la donna giusta per
lui, Eddie le chiede di sposarlo dopo appena due mesi di relazione.
Ma il suo matrimonio si rivelerà bel presto un incubo,
a causa del bruttissimo carattere di Lila che il protagonista
faticava a realizzare durante il breve fidanzamento, per poi
giungere all’illuminazione proprio durante il viaggio
di nozze in Messico quando incontrerà Miranda. Tra
i due scoccherà la classica scintilla, ma per il neo-sposo
non sarà facile destreggiarsi tra l’incubo in
gonnella che ha sposato e la ragazza dei suoi sogni, la quale
ignora che Eddie sia in viaggio di nozze.
“Lo
Spaccacuori” è la nuova commedia che vede riunirsi
dopo dieci anni il team di “Tutti i pazzi per Mary”,
ovvero i registi Peter & Bobby Farrelly (“Io, me
ed Irene”, “Scemo + Scemo”) insieme all’attore
comico Ben Stiller (“Ti presento i miei”), il
quale deve proprio ai Farrelly l’inizio della sua fortuna.
Il film in questione è una commedia oscillante tra
la pochade sentimentale ed il demenziale, che aggiorna ai
giorni nostri una gradevole commedia degli equivoci come “Il
Rompicuori”, scritta da Neil Simon e diretta nel 1973
della brava Elaine May. L’occasione (sia del remake
che della reunion con Stiller) viene però sprecata,
perché il film dei Farrelly è decisamente poco
riuscito, stucchevole nei suoi toni sentimentali e con meccanismi
narrativi che vengono riciclati senza inventiva; l’umorismo
elegante e sottile del film originale viene stravolto dalla
comicità trash che ha fatto la loro fortuna, ma che
comunque qui si rivela abbastanza diluita e smorzata, tanto
in creatività quanto in qualsiasi intento di ironia
caustica.
I
Farrelly non sono mai stati delle cime, compensando però
i loro film con una carica di esuberanza e situazioni irriverenti
che li hanno fatti imporre all’attenzione del pubblico,
ma qui volano decisamente bassi, con un film prevedibile in
situazioni e sviluppi, che si butta un pò gratuitamente
sul cattivo gusto e le cui migliori gags sono contenute nel
trailer pubblicitario.
Il film è un prodotto medio che si lascia comunque
vedere, ma senza avere spunti rilevanti o motivi per essere
ricordato. Ben Stiller ripropone efficacemente il ruolo dello
sfigato cronico ed infantile al quale è ormai abbonato
(e se il pubblico si diverte, bisogna accontentarlo),
ma la scena gli è spesso rubata da Malin Akerman la
quale, nel ruolo di Lila, è la coraggiosa titolare
della maggior parte di gags scorrette nel film.
Marco
Valerio