La
vita che scorre come un gioco d’azzardo, con i ricordi,
gli affetti, i rancori e le rivalse che si mescolano con i
movimenti delle carte, le combinazioni ed i bluff sui tavoli
verdi da Poker.
Diretto dal regista Curtis Hanson ("L.A. Confidential",
"In Her Shoes", "8 Mile") che ne ha anche
firmato la sceneggiatura insieme al talentuoso Eric Roth (autore
di “Forrest Gump”, “Insider”, “Munich”),
LE REGOLE DEL GIOCO è un film con una storia ruotante
intorno al mondo dei giocatori professionisti di Poker, fenomeno
tipicamente americano che in questi ultimi anni sta conoscendo
un crescente successo e diffusione tra il grande pubblico,
anche in Italia. Il film, interpretato da Eric Bana (“Munich”,“Troy”),
Drew Barrymore (“Scrivimi una canzone”,“Charlie’s
Angels”), Robert Duvall (“Apocalypse Now”,
“Deep Impact”,“Il Padrino”) e Debra
Messing ("The Wedding date", il serial "Will
& Grace") è un curioso mix di generi, con
una storia che mescola dramma, sentimenti ed il brivido dell’azzardo
ai tavoli da gioco.
Protagonista
è Huck Cheever (Eric Bana), un carismatico giocatore
professionista di Poker che si dedica al gioco con tutto sé
stesso per arrivare ai massimi livelli di esperienza. Gran
parte della sua passione la dedica alla sua professione, lasciando
ben poco spazio ai sentimenti, senza mai riuscire a lasciarsi
andare ed impostando tutte le sue relazioni sul più
rigido controllo delle emozioni. Preparandosi a partecipare
all’evento “World Series of Poker”, Huck
incontra Billie Offer (Drew Barrymore), una cantante dolce
e perspicace che lavora nell’albergo che ospita l’annuale
sfida di gioco; tra i due nasce subito qualcosa che potrebbe
essere importante. Ma Huck teme di perdere la concentrazione
per la sfida e non riesce a lasciarsi andare, rivelando un’infanzia
infelice ed anche uno scopo che porta avanti da anni: quello
di fronteggiare e sconfiggere L.C. Cheever (Robert Duvall),
leggendario campione di Poker nonché suo padre che,
quando era bambino, aveva abbandonato la madre andandosene
di casa per diventare giocatore professionista. Man mano che
le sfide al tavolo da gioco procedono avvicinandosi allo showdown
finale, Huck emerge come probabile finalista insieme proprio
al padre, ma, alla vigilia del confronto e grazie anche al
rapporto con Billie, si renderà conto di assomigliare
così tanto all’odiato genitore da aver imboccato
la sua stessa strada nella vita, improntata totalmente al
gioco ed alla smania della vittoria da essere alla fine arida
e solitaria...
LE
REGOLE DEL GIOCO è un film ambizioso per linee narrative,
ambientazione e tematiche incrociate (amore/solitudine/gioco
d’azzardo) la cui resa finale non è comunque
all’altezza dei propositi degli autori e contiene diversi
pregi e difetti. Ai primi appartiene lo stile visivo elegante
di Hanson, che porta sullo schermo un’accurata ricostruzione
del mondo del Poker professionale con un ritratto sfavillante,
ma anche desolante, della dimensione iper-ludica di una città
come Las Vegas dove non si vive, ma si gioca unicamente per
vincere e si scommette continuamente su tutto. Il film ha
un impianto narrativo molto classico, con una storia che risulta
abbastanza intrigante, tanto nelle sue premesse iniziali quanto
nella caratterizzazione dei personaggi, con il regista che
filma in maniera coinvolgente le partite di Poker (anche agli
occhi dei profani) con un serrato uso di campi e controcampi.
Il film ha però molti difetti, anche palesi, proponendo
ad esempio un tema molto abusato come quello del rapporto
conflittuale padre-figlio che viene raccontato in maniera
poco originale e convincente. La storia, anche se cattura
l’attenzione dello spettatore, prosegue in maniera abbastanza
prevedibile e sostanzialmente con poca tensione, appesantendosi
con dialoghi lunghi e carichi di spiegazioni prolisse tese
a fare luce sia sulle dinamiche del gioco d’azzardo
sia sulle motivazioni/origini dei personaggi che però
influiscono negativamente tanto sul ritmo quanto sulle performances
interpretative degli attori. Il cast di divi è abbastanza
sprecato, con Erik Bana fuori parte e Drew Barrymore molto
in ombra; si salva solo Robert Duvall che interpreta un personaggio
“negativo” con molta classe, tanto da rendercelo
simpatico ed affascinante.
LE REGOLE DEL GIOCO è un film comunque da non sottovalutare
perché, nonostante sia tutt’altro che perfetto
(ed a molti non piacerà), rimane un prodotto d’intrattenimento
gradevole ed inerente un tema sportivo poco esplorato come
il gioco d’azzardo. Un film certamente superiore di
una spanna a tanta paccottiglia americana, anche se da un
regista e da uno sceneggiatore di alto livello come Hanson
e Roth era logico aspettarsi un risultato ben più alto.
Marco
Valerio