LA STELLA CHE NON C'E'

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: Gianni Amelio
Sceneggiatura: Umberto Contarello ,Gianni Amelio
Cast: Sergio Castellitto, Tai Ling, Wang Biao, Hiu Sun Ha, Angelo Costabile, Xu Chungqing
Colonna Sonora: Franco Piersanti
Produzione: Cattleya & Rai Cinema, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi
Paese d'origine: Italia/Francia/Svizzera - 2006
Durata: 104 minuti

 

In un’atmosfera dai toni agrodolci, a tratti amari, a tratti poetici e delicati, vengono narrate le vicissitudini di Vincenzo Buonavolontà (Sergio Castellitto), che si dispiegano fra l’Italia e la Cina.
Quando una delegazione cinese arriva in Italia interessata a comprare l’altoforno di un'acciaieria ormai in chiusura, Vincenzo, manutentore specializzato nel controllo dei macchinari, si accorge che il grande impianto è difettoso e pericoloso, decide di trovare il guasto e ripararlo e cerca in tutti i modi di farlo capire alla delegazione e di dissuadere il responsabile cinese dall’acquisto, aiutato in questo dall’interprete cinese Liu Hua (una bravissima Tai Ling), che segnerà profondamente il suo percorso. Scoperto il difetto dell'impianto, è troppo tardi: i cinesi sono già ripartiti con l’altoforno per il Paese di Mezzo. Preso dalla sua voglia di fare a tutti i costi, di osare e di dare un ancora senso al suo lavoro e un’occasione alla sua vita, Vincenzo parte per Shanghai, convinto a consegnare di persona alla ditta compratrice la centralina idraulica da lui modificata che permetterà all'impianto italiano di funzionare alla perfezione.
Ma, sceso dal suo aereo, si imbatte in una Cina che non è propriamente quella che immaginava dall’Italia e si rende conto che non sarà facile come aveva pensato: le difficoltà della lingua, di affrontare una realtà così grande sentendosi sperduti e la presa di coscienza che, nonostante il balzo economico degli ultimi anni, La Cina non è quella da cartolina che viene dipinta in Occidente, ma un Paese che ha ancora grandi difficoltà ed una povertà diffusa, in cui le persone sono costrette a lavorare notte e giorno per poter vivere e dare il loro contributo alla Nazione.
Vincenzo, saputo che il macchinario però non è più lì ma che è stato rivenduto ad un’acciaieria della regione dello Hubei, decide lo stesso di proseguire il suo cammino in virtù del “nobile” e disinteressato obiettivo che si era prefisso; ha la fortuna di incontrare in una biblioteca, fra migliaia di persone, proprio Liu Hua, l’interprete della delegazione cinese conosciuta in Italia, che, perso il suo posto di lavoro, decide di accompagnare il protagonista nel suo tortuoso viaggio per il Paese alla ricerca del grande impianto italiano e della fabbrica che lo ospita.

Un viaggio estenuante: treni di terza classe, traghetti che percorrono le realtà rurali lungo il Fiume Azzurro e sullo scenario grigie città industriali, palazzoni in costruzioni per la cui realizzazione la gente lavora incessantemente notte e giorno. Ma è proprio attraverso questo percorso, all’ambiente che viene a conoscere piano piano, all’umanità della gente che incontra, Vincenzo capisce che la vita non è solo lavoro e dedizione, ma anche altro. E’ proprio questo il significato del titolo, LA STELLA CHE NON C’E’: un affetto mancante, un amore perduto, una vita dedicata solo alla professione perdendo quello che c’è di più profondo ed importante nella vita e perfino un giocattolo rotto la cui luce non si accende più.
Bravissimo Castellitto nella sua interpretazione: i suoi sguardi e le sue espressioni rendono benissimo e trasmettono al pubblico la sensazione di disagio che può trovare uno straniero in una Paese così grande come la Cina, con una lingua così diversa, con un modo di fare sconosciuto e tutto da scoprire.

Eccezionale la prova di attrice della giovane Tai Ling che, nei panni di Liu Hua, con la sua semplicità, la sua delicatezza ed al tempo stesso la sua forza e la sua intensità d’animo in una vita vissuta assai difficile, lascia comprendere che c’è sempre una speranza nella vita che ti aiuta ad affrontare tutto a testa alta e con caparbietà.
Degno di nota il messaggio che la ragazza cerca di trasmettere a Vincenzo in un momento particolare del loro lungo viaggio in cui il il protagonista si sente solo, fragile e sperduto e non capisce: "I cinesi prima ti fanno lo sgambetto, ma poi ti aiutano a rialzarti", per lasciare intendere che se si va oltre l’involucro delle cose e dei modi di fare, ci sono molte più affinità che differenze, nonostante ad un primo impatto non sembri sia così e che in fondo tutti siano alla ricerca della stessa cosa, proprio di questa STELLA CHE NON C’E’.

Gianni Amelio ha diretto un film senza dubbio molto coinvolgente ed intenso, anche se un po’ lento verso il finale che rimane aperto a più interpretazioni. Un film assolutamente da vedere per il messaggio che vuole dare, per questa speranza da cogliere nella vita, per i nobili sentimenti che porta sul grande schermo grazie ai protagonisti: un superbo Castellitto, che impersona una sorta di don Chisciotte del 2000, vero, trasparente e di buon cuore e dagli alti valori ed ideali in un mondo assetato di capitalismo, di potere e di spietata economia globale, ed una paziente, impeccabile ed umana Tai Ling che gli fa capire, appunto, che l’uomo rimane uomo seppure nell’aggressivo mondo delle macchine e del progresso.

Valeria Marinaccio