Sulla
scia del noir dell’anima “Le conseguenze
dell’amore”, che ha lanciato definitivamente la
sua carriera cinematografica dopo anni di successi teatrali,
Toni Servillo si dimostra una volta di più interprete
raffinato in questo giallo, uno dei pochissimi che l’Italia
produca, ambientato in una splendida quanto fredda Udine e
dintorni, realizzato ancora una volta dalla Indigo Film (con
ex soci di Teatri Uniti) in collabroazione con Medusa.
Il
film inizia con una sequenza memorabile: seguiamo una bambina
che da casa di un’amica deve attraversare il paese per
tornare a casa sua. La macchina da presa la segue puntualmente
senza stacchi mentre scorrono i titoli di testa. Ad un tratto
la bambina sale su un’auto dopo molte insistenze del
guidatore… Ore dopo, la bambina non si trova, la madre
dà l’allarme, il commissario di polizia (Servillo)
viene chiamato.
Ma la bambina torna sana e salva. Solo che ha scoperto il
cadavere di una donna sulla sponda del lago. Da quel momento
parte un’indagine che scoprirà parecchi altarini
degli abitanti della cittadina, indagine portata avanti con
aplomb quasi anglosassone e una certa ironia partenopea dal
commissario Servillo, che di guai in vita sua, come scopriremo,
pure ne ha passati.
Lo
stile scelto per la narrazione è freddo ma non distaccato,
proprio come ne “Le conseguenze dell’amore”.
Il personaggio di Servillo, attorno al quale ruota tutto il
film, è magari un po’ scontroso, ma più
simpatico e meno problematico dell’altro. I ritmi sono
distesi, ma mai inutilmente lenti e lo splendido paesaggio
rende più gustosa la narrazione, narrazione che risulta
intelligente specie nei dialoghi e che viene sorretta da ottimi
attori, sia che si tratti di nomi noti che di quelli semi
sconosciuti.
Un sincero “bravo!” al regista che, evitando tutti
i vezzi pseudo-autoriali di tanto cinema italiano recente,
orchestra con grande senso del ritmo e della narrazione tutta
la vicenda, evitando anche lo scivolone di uno stile simil-televisivo
nonostante l’apparente semplicità del “linguaggio”
scelto.
Bruno
di Marcello