LA CENA PER FARLI CONOSCERE

Genere: Commedia
Regia: Pupi Avati
Sceneggiatura: Pupi Avati
Cast: Diego Abatantuono, Ines Sastre, Vanessa Incontrada, Violante Placido, Francesca Neri
Colonna Sonora: Riz Ortolani
Produzione: Antonio Avati e Medusa Film
Paese d’origine: Italia - 2006
Durata: 99 minuti

 

Con LA CENA PER FARLI CONOSCERE, Pupi Avati accantona momentaneamente l’Italietta provinciale di inizio secolo che ha fatto da sfondo ai suoi ultimi film, per raccontare una storia calata nella realtà odierna ed oscillante tra la commedia, i sentimenti e gli affetti familiari. Protagonista, suo malgrado, è Sandro Lanza (Diego Abatantuono), un attore televisivo sul viale del tramonto ed in crisi a causa di un problema estetico all’occhio che darebbe finalmente motivo ai produttori di farlo fuori dalla soap in cui lavora e di cui, un tempo, ne era il protagonista assoluto. Di lui, nonostante sia un padre fallito ed immaturo nonché dongiovanni impenitente, si preoccupano le sue tre figlie Ines, Clara e Betty (le bellissime Ines Sastre, Vanessa Incontrada e Violante Placido), sorellastre avute da tre donne diverse in Europa, eppure molto unite tra loro. Le ragazze corrono al suo capezzale quando lui tenta (oppure inscena?) il suicidio e decidono di organizzare una cena per far incontrare il padre con una donna di loro conoscenza (Francesca Neri), che si rivelerà colta, affascinante e vitale, ma anche lei parecchio disastrata tra alcol ed abusi di psicofarmaci.
Avati dirige una commedia dei sentimenti abbastanza riuscita e lievemente malinconica, raccontata con un tocco delicato che non scade mai nel lezioso.
Tra i pregi del film c’è un bel personaggio, cialtrone e simpatico, ben incarnato da Abatantuono, al quale si rapportano in maniera riuscita anche le attrici che recitano il ruolo delle figlie: i protagonisti riescono infatti a dare un ritratto credibile di un rapporto atipico tra un padre imperfetto e le sue figlie che conosce pochissimo; un ritratto al tempo stesso esilarante e ricco di naturalezza e sensibilità.
LA CENA PER FARLI CONOSCERE è una pellicola divertente ed agrodolce, che osa evitare un finale consolatorio e rinverdisce il fasti del classico cinema italiano, anche se non è comunque esente da qualche errore ed approssimazione nelle linee guide della storia.
Tra i suoi difetti c’è un certo squilibrio tra la prima e la seconda parte: una molto ricca e divertente, l’altra abbastanza inconsistente e più marcata sul lato affettivo della storia, perdendo però di vista tutti i precedenti spunti di riflessione.
A livello di sceneggiatura, Avati continua poi a riproporre un difetto costante del suo cinema, cioè quello di abbozzare lievemente i personaggi e le situazioni di contorno senza descriverli con profondità; tutti gli elementi collaterali sono infatti appena accennati, con caratteristiche che, se avessero avuto maggiore approfondimento, avrebbero potuto conferire più tridimensionalità alla storia ed alle interrelazioni tra i vari carachters: è il caso, ad esempio, di personaggi come quello interpretato (benissimo) da Francesca Neri e che appare spesso incerto, oppure l’ambiguo marito di Betty, oppure la situazione del lavoro di Sandro e della produzione della soap opera...
Nonostante comunque queste imperfezioni ed alcune evidenti forzature, come la chiara presa di posizione di Avati nei confronti della televisione odierna, rea di produrre solo sceneggiati e trasmissioni trash, LA CENA PER FARLI CONOSCERE rimane un film molto gradevole e sublimato dalle buone prove degli attori, confermandosi un prodotto di livello superiore alla media delle nostre produzioni cinematografiche.

Paolo Pugliese