Con
LA CENA PER FARLI CONOSCERE, Pupi Avati accantona momentaneamente
l’Italietta provinciale di inizio secolo che ha fatto
da sfondo ai suoi ultimi film, per raccontare una storia calata
nella realtà odierna ed oscillante tra la commedia,
i sentimenti e gli affetti familiari. Protagonista, suo malgrado,
è Sandro Lanza (Diego Abatantuono), un attore televisivo
sul viale del tramonto ed in crisi a causa di un problema
estetico all’occhio che darebbe finalmente motivo ai
produttori di farlo fuori dalla soap in cui lavora e di cui,
un tempo, ne era il protagonista assoluto. Di lui, nonostante
sia un padre fallito ed immaturo nonché dongiovanni
impenitente, si preoccupano le sue tre figlie Ines, Clara
e Betty (le bellissime Ines Sastre, Vanessa Incontrada e Violante
Placido), sorellastre avute da tre donne diverse in Europa,
eppure molto unite tra loro. Le ragazze corrono al suo capezzale
quando lui tenta (oppure inscena?) il suicidio e decidono
di organizzare una cena per far incontrare il padre con una
donna di loro conoscenza (Francesca Neri), che si rivelerà
colta, affascinante e vitale, ma anche lei parecchio disastrata
tra alcol ed abusi di psicofarmaci.
Avati dirige una commedia dei sentimenti abbastanza riuscita
e lievemente malinconica, raccontata con un tocco delicato
che non scade mai nel lezioso.
Tra i pregi del film c’è un bel personaggio,
cialtrone e simpatico, ben incarnato da Abatantuono, al quale
si rapportano in maniera riuscita anche le attrici che recitano
il ruolo delle figlie: i protagonisti riescono infatti a dare
un ritratto credibile di un rapporto atipico tra un padre
imperfetto e le sue figlie che conosce pochissimo; un ritratto
al tempo stesso esilarante e ricco di naturalezza e sensibilità.
LA CENA PER FARLI CONOSCERE è una pellicola divertente
ed agrodolce, che osa evitare un finale consolatorio e rinverdisce
il fasti del classico cinema italiano, anche se non è
comunque esente da qualche errore ed approssimazione nelle
linee guide della storia.
Tra i suoi difetti c’è un certo squilibrio tra
la prima e la seconda parte: una molto ricca e divertente,
l’altra abbastanza inconsistente e più marcata
sul lato affettivo della storia, perdendo però di vista
tutti i precedenti spunti di riflessione.
A livello di sceneggiatura, Avati continua poi a riproporre
un difetto costante del suo cinema, cioè quello di
abbozzare lievemente i personaggi e le situazioni di contorno
senza descriverli con profondità; tutti gli elementi
collaterali sono infatti appena accennati, con caratteristiche
che, se avessero avuto maggiore approfondimento, avrebbero
potuto conferire più tridimensionalità alla
storia ed alle interrelazioni tra i vari carachters: è
il caso, ad esempio, di personaggi come quello interpretato
(benissimo) da Francesca Neri e che appare spesso incerto,
oppure l’ambiguo marito di Betty, oppure la situazione
del lavoro di Sandro e della produzione della soap opera...
Nonostante comunque queste imperfezioni ed alcune evidenti
forzature, come la chiara presa di posizione di Avati nei
confronti della televisione odierna, rea di produrre solo
sceneggiati e trasmissioni trash, LA CENA PER FARLI CONOSCERE
rimane un film molto gradevole e sublimato dalle buone prove
degli attori, confermandosi un prodotto di livello superiore
alla media delle nostre produzioni cinematografiche.
Paolo
Pugliese