LA SCONOSCIUTA

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico/Thriller
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Cast: Ksenia Rappoport, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Margherita Buy, Michele Placido, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Angela Molina
Colonna Sonora: Ennio Moricone
Produzione: Medusa
Paese d’origine: Italia - 2006
Durata: 118 minuti

 

Dimenticate il tipo di cinema delicato e malinconico visto nei film che Giuseppe Tornatore ha diretto negli ultimi anni. Perché “La Sconosciuta” è un noir psicologico d’autore estremamente dark, nel cui svolgersi si assiste ad una impressionante sarabanda di lucida violenza, sia psicologica che soprattutto fisica, con delitti, abusi, ambiguità, segreti, colpi di scena, sangue, identità celate, forbici piantate in mezzo al petto, cadute dalle scale, schiave moderne e perfino un Babbo Natale killer.

Con questo suo nuovo lavoro, Tornatore ritorna quindi alle atmosfere di pesante violenza del suo film di esordio, il pluri-censurato “Il Camorrista”, uscito nel lontano 1986. Il film racconta dell’arrivo nella famiglia di orafi Adacher di una “sconosciuta”, ovvero l’ucraina Irena che trova lavoro come donna delle pulizie nel condominio dove vivono. La donna è reduce da un passato di violenze ed abusi, convive con i propri fantasmi del passato (che dei flash-back ci rivelano durante il film), ma persegue un misterioso e preciso obiettivo: inserirsi progressivamente all’interno della famiglia Adacher. Diventa così amica della vecchia domestica e ne prende poi il posto, conquistandosi piano piano la fiducia dei coniugi e diventando la tata della loro figlioletta, ma le sorprese sono tante e non possiamo raccontare oltre per non guastare l’impianto narrativo del film.

Tornatore, che per l’argomento di questa storia si è ispirato ad un vero fatto di cronaca, documentandosi anche molto (sull’emigrazione, le sevizie e lo sfruttamento delle donne dell’est), confeziona un thriller-noir dall’atmosfera greve, che si arricchisce di elementi da melodramma e viene sviluppato sull’onda di un mistero svelato progressivamente dalle azioni di Irena; il film ha una struttura studiatissima, ma non fredda ed il pubblico è partecipe emotivamente dello svolgersi di una storia volutamente ambigua, assistendo alle vicissitudini di Irene (di cui, fino all’ultimo, non si sa se sia buona o cattiva, rimanendo appunto “sconosciuta”) e della famiglia Adacher, il cui contesto psicologico-familiare muta in seguito all’arrivo della donna. Tornatore calibra bene tutti gli elementi e le sfumature della trama, arricchendola di flash-back e colpi di scena, rendendo gradualmente il film quasi un gioco al gatto e al topo, con una tensione progressiva fino al colpo di scena finale. Il regista dimostra di saper usare bene, ricordando a tratti Hitchcock, tutti gli elementi d’atmosfera atti a generare tensione e partecipazione emotiva nello spettatore, ovvero primi piani, montaggio, colori, movimenti della cinepresa, sequenze in interni, l’uso di effetti sonori e del commento musicale (trascinante anche se un pò invadente) del grande Ennio Moricone.

Tornatore racconta senza sentimentalismi o intenti di denuncia sociale una storia lucida ed al tempo stesso oscura, inerente soprattutto la solitudine nella realtà urbana, dove ognuno è uno sconosciuto nei confronti degli altri: il risultato complessivo del film, con la parte iniziale e centrale molto incisive ed interessanti, sorprende positivamente lo spettatore (che potrebbe comunque rimanere sbalestrato dal cambiamento di genere del regista), nonostante la parte finale perda di tensione finendo per sterzare sul poliziesco e stonare un pò con il resto della pellicola a causa di una risoluzione narrativa abbastanza prevedibile.
Il film comunque convince anche grazie all’interpretazione di un cast formidabile: la protagonista Xenia Rappoport (Irena) è molto intensa, enigmatica e ci regala degli sguardi muti ed espressivi. La piccola Clara Dossena, che interpreta la bambina, è estremamente naturale e non leziosa come possono essere i bimbi di sei anni di età, una vera e propria rivelazione. Il resto del cast vede un Michele Placido efficace in un ruolo sordido (anche se rischia di sfiorare il macchiettistico), una Piera degli Esposti molto naturale ed infine la coppia Pierfrancesco Favino e Claudia Gerini, nel ruolo dei coniugi Adacher, bravi e convincenti nonostante i ruoli marginali.

Paolo Pugliese