Un
ritrovato Keanu Reeves interpreta il poliziotto Tom Ludlow,
veterano del dipartimento di polizia dai metodi spicci e poco
legali, sulla via dell’alcolismo dopo la morte della
moglie. In seguito all’attentato del suo collega Terrance
Washington che, stanco della corruzione del suo distretto
stava per denunciare alcuni agenti, Ludlow viene indicato
dal suo stesso dipartimento come responsabile, situazione
che lo spingerà ad indagare per proprio conto sul movente
e i colpevoli. Ludlow trova la collaborazione di Diskant (Chris
Evans), un giovane detective della sezione Omicidi, nel ricostruire
i casi che l’amico si occupava per trovare una pista
che conduca ai responsabili dell’omicidio. Il poliziotto
conduce con estrema difficoltà e non pochi pericoli
la sua indagine personale, senza il supporto del Dipartimento
di Polizia e potendo contare solo sull’aiuto del capitano
Wander (Forest Whitaker), suo supervisore ed amico, che tenta
di farlo lavorare dentro i confini della legge proteggendolo
al tempo stesso dalle indagini della sezione Affari Interni,
guidata dal capitano Biggs (Hugh Laurie).
Basato
su uno script originale firmato dal premio Oscar James Ellroy
(“Black Dahlia”, “L.A. Confidential”)
e diretto da David Ayer, regista di “Harsh Times”
e sceneggiatore di “Training Day”, “La Notte
non Aspetta” è un poliziesco sulfureo a tinte
fosche che ha molto in comune con il precedente “L.A.
Confidential”: Ellroy si è evidentemente ripetuto
perché anche qui c’è un racconto di strada,
c’è un protagonista duro (alla Russel Crowe)
che segue imperterrito la sua strada parallelamente alla ricerca
di sé stesso, ci sono poliziotti corrotti, criminali
incalliti, intrecci tra legge e malavita, segreti, menzogne
ed omertà che aprono una serie di scatole cinesi attraverso
le quali il film si evolve fino alla risoluzione finale. Non
c’è nulla di nuovo rispetto a quanto abbondantemente
visto in precedenza, eppure, nonostante gli ampi luoghi comuni
sui poliziotti violenti e corrotti, la storia labirintica
di Ellroy avrebbe potuto funzionare perfettamente ed intrigare
lo spettatore, ma la sua trasposizione riesce solo in parte
a causa dell’inesperienza del regista nel portare sul
grande schermo tutti gli intrighi e le ambiguità dello
sceneggiatore, andando fuori misura e perdendo il senso di
verosimiglianza della storia. E’ soprattutto la scarsa
inventiva di Ayer nel gestire efficacemente tutti gli elementi
narrativi della sceneggiatura a penalizzare questo film: dopo
un efficace ritratto introduttivo, il regista finisce per
sottovalutare l’importanza dell’intreccio, curando
molto il ritmo narrativo ma non la sostanza, saltando qualche
passaggio logico e dipingendo con eccessivo sensazionalismo
figurativo personaggi buoni e cattivi a danno di qualsiasi
probabile realismo della storia.
Il
protagonista, da poliziotto cupo e poco incline alla legalità,
diventa un paladino della legge senza che ci sia la benchè
minima introspezione dei suoi drammi interiori per giustificarne
il cambiamento. Il fatto che poi il personaggio sia interpretato
dal poco espressivo Keanu Reeves non aiuta di certo... l’attore
non è mai stato infatti così fuori parte, a
differenza invece degli ottimi Forest Whitaker ed Hugh Laurie.
Peccato, non sarebbe stato male vedere un “L.A. Confidential”
ambientato ai giorni nostri ed agganciato con la realtà
da cronaca delle attuali metropoli americane, ma questo “La
Notte non Aspetta” non è né un noir d’autore
né un poliziesco d’intrattenimento, piuttosto,
un’occasione sprecata.
Marco
Valerio