L'ULTIMO INQUISITORE - GOYA'S GHOST

Titolo Originale: Goya’s Ghosts
Genere: Drammatico/Storico/Biografico
Regia: Milos Forman
Sceneggiatura: Milos Forman e Jean-Claude Carrière
Cast: Natalie Portman, Javier Bardem, Stellan Skarsgård, Michael Lonsdale, Randy Quaid
Colonna Sonora: José Nieto e Varhan Orchestrovich Bauer
Produzione: Kanzaman S.A., The Saul Zaentz Company, Xuxa Producciones S.L.
Paese d’origine: Spagna - 2006
Durata: 117 minuti

 

Un grande affresco storico è il tema dell’ultimo film di Milos Forman, il maestro autore di cult-movies come “Qualcuno volò sul nido del Cuculo”, “Hair” ed “Amadeus”, il quale è riuscito a realizzare il sogno cullato per oltre vent’anni di raccontare gli ultimi giorni dell’Inquisizione spagnola, con la storia di un gruppo di persone le cui vite scorrono attraverso grandi cambiamenti storici e politici, venendone profondamente cambiate.
Spagna 1792: il grande pittore Francisco Goya (Stellan Skarsgård) è testimone dei terribili eventi politici e di persecuzione legati alla grande Inquisizione nel suo paese, sull’orlo di essere invaso dalle truppe francesi. La sua vita si incrocia con quella di Ines (Natalie Portman), una ragazza poco più che adolescente diventata la sua musa ispiratrice, e con quella di frate Lorenzo (Javier Bardem), l’ultimo inquisitore del titolo stesso del film. Ines viene falsamente accusata di eresia ed imprigionata nelle carceri, dove viene torturata e violentata, piegata nel fisico e nell’animo. Su preghiere del padre della ragazza, frate Lorenzo cerca di adoperarsi perché Ines possa avere clemenza ed essere liberata, ma il suo intervento causerà unicamente la sua stessa cacciata dall’ordine ed un inasprimento della situazione della ragazza. Intanto Goya, che non ha mai preso una posizione contro o a favore dell’Inquisizione, esternando le sue opinioni unicamente attraverso la pittura, è in preda ad una crisi d coscienza per la sorte di Ines e decide di cercare la figlia perduta della sua ex-modella.
L’ULTIMO INQUISITORE è un robusto melò storico, che non si concentra totalmente né sulla figura di Goya né sulla storia dell’Inquisizione, ma che è teso soprattutto a raccontare com’era la società e la vita della gente normale a quei tempi. Un mondo costituito da repressione, miseria, ipocrisia, presunzione, orrore; Forman racconta tutto ciò attraverso le figure cardine di Goya, Ines e Francisco, ponendo attraverso il ritratto del passato riflessioni sul presente, con l’attualità di un mondo che crolla su sé stesso. La sceneggiatura è ambiziosa ed anche se non riesce a sviluppare tutti i nodi che si proponeva di illustrare rivela un’impeccabile ironia di fondo ed un’accurata ricostruzione storica che non cade mai nella retorica ed è visivamente riuscita anche grazie alla riproduzione di costumi ed ambienti molto bella ed accurata.
Nonostante, però, la sua aurea di film storico-drammatico come non si vedeva da tanto tempo sul grande schermo, L’ULTIMO INQUISITORE finisce per peccare di superficialità ed eccesso di lirismo per quanto riguarda le vicende raccontate, le quali si ingarbugliano e salgono eccessivamente di tono, dando una sgradevole sensazione di superficialità. Infatti, il film si propone abbastanza convenzionale nella narrazione ed appare incerto tra assumere l’identità narrativa di film epico e d’intrattenimento oppure quella di colto ritratto storico-riflessivo...
Nonostante questi difetti, rimane comunque impressa nel pubblico la magistrale eleganza dello stile registico di Forman, la bella fotografia con sfumature di colore simili a quelle della pittura di Goya, oltre a un paio di sequenze da antologia (come la scena finale...) ed alle interpretazioni dei protagonisti: molto incisivo Bardem nel ruolo del suo frate in pieno traghettamento idealistico, estremamente misurato ed ambiguo Stellan Skarsgård/Goya e davvero intensa la Portman, il cui sguardo smarrito chiuso nella cella è indimenticabile.

Paolo Pugliese