L'IMBROGLIO

Titolo Originale: The Hoax
Genere: Biografico/Commedia
Regia: Lasse Hallström
Sceneggiatura: William Wheeler
Cast: Richard Gere, Alfred Molina, Marcia Gay Harden, Julie Delpy, Hope Davis
Colonna Sonora: Carter Burwell
Produzione: Eagle Pictures
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 115 minuti

 

L’IMBROGLIO è un film che ricostruisce la storia vera del giornalista Clifford Irving, il quale si mise al lavoro nei primi anni ’70 per scrivere una biografia sul magnate ed industriale del cinema e dell'aeronautica Howard Hughes (la cui vita è stata portata al cinema dal film di Martin Scorsese “The Aviator”). A frustrare le ambizioni di Irving nel redigere il “libro più importante del secolo” c’era il fatto di non avere sufficienti fonti per la biografia e di non poter incontrare neanche il miliardario ritiratosi da anni a vita privata, in un esilio volontario ed inaccessibile. Irving decide allora di scrivere insieme al collega Richard Suskind una falsa biografia di Hughes, falsificando documenti e palesando un rapporto personale con il miliardario di cui si spaccia come biografo ufficiale da lui scelto, risultando talmente convincente con gli editori da vendere i diritti del libro ancora non scritto. Scoperto l’imbroglio, l’ambizioso (e bugiardo) giornalista fu condannato nel 1972 a scontare due anni di prigione per truffa.

L’IMBROGLIO propone una divertente (e compiaciuta) ricostruzione di una famosa e vera truffa editoriale, avendo come punta di diamante un personaggio genialmente bugiardo e pieno di risorse che costruì un incredibile castello di espedienti per risultare credibile e “vendibile”. La storia è raccontata sotto forma di commedia, non priva di suspance ed arricchita da un’accurata ed un pò patinata riproduzione dell’America degli anni ’70 (vestiti, mode, arredamenti, taglio di capelli) nonché da diversi riferimenti a quel clima di paranoia attinente la scena politica americana, con il Presidente Nixon (tirato in ballo dal protagonista) e lo scandalo Watergate.
Importante notare che, nonostante sia ambientato 35 anni fa, il film è attualissimo nel rappresentare attraverso le vicende del protagonista l’ansia di ottenere successo mediante facili scorciatoie, ovvero il trend di lavorare ed arricchirsi usando spregiudicatamente menzogne e false credenziali.

Richard Gere è volenteroso nell’interpretare il giornalista simpatico ed imbroglione, ma eccede nella mimica espressiva enfatizzando il carattere cialtrone del suo personaggio. Enfatica anche la regia di Lasse Hallström (“Casanova”, “Choccolat”) che dipinge con toni scanzonati un apologo interessante ed anche graffiante in alcuni punti, ma fondamentalmente moraleggiante sull’etica giornalistica e sul business delle biografie pompate e dei best-sellers. Molto bravo il co-protagonista Alfred Molina nel ruolo del pavido complice di Irving/Gere e specchio di confronto del protagonista.

Marco Valerio