L'AMORE SOSPETTO

Titolo Originale: La Moustache
Genere: Thriller psicologico/Drammatico
Regia: Emmanuel Carrère
Sceneggiatura: Emmanuel Carrère, Jérôme Beaujour, Mathieu Amalric
Cast: Vincent Lindon, Emmanuelle Devos,
Colonna Sonora: Philip Glass
Produzione: Les Films des Tournelles, Canal, Fondation GAN pour le Cinéma, TPS Star
Paese d’origine: Francia - 2005
Durata: 86 minuti

 

Marc è un uomo che un giorno decide, così per gioco, di tagliarsi improvvisamente i baffi che portava da parecchi anni. Sicuro di fare una sorpresa alla moglie ed agli amici è invece lui che alla fine si sorprende vedendo l’assenza di qualsiasi commento o reazione alla cosa. Chiedendo lumi, riceverà risposta dalla moglie che lui i baffi non li ha mai portati. Mai. L’uomo pensa all’inizio che sia un contro-scherzo ma vedendo la situazione persistere comincia a chiedersi se ci sia qualcosa che non vada. E’ l’inizio di un viaggio delirante per Marc che scopre progressivamente che la sua realtà non collima più con i ricordi che aveva, non solo per i baffi ma anche per altre cose. Sta per caso impazzendo? Oppure c’è qualcosa sotto?
Ci sono certi film che, partendo da uno spunto banale ed ordinario appartenente alla vita di tutti i giorni, riescono a sorprendere lo spettatore con uno sviluppo originale ed imprevedibile fino ad arrivare ad un finale totalmente agli antipodi rispetto all’inizio. L’AMORE SOSPETTO è un noir psicologico surreale davvero intrigante nella sua messa in scena, che rischia di passare inosservato e confuso con una marea di titoli non troppo degni di attenzione in questa fine di stagione cinematografica.
Il regista-sceneggiatore Emmanuel Carrère, già autore di un film come “L’Avversario”, è molto attento a sviluppare la storia sul filo dell’incognita e dell’ambiguità. Il pubblico non riesce a capire se le angosce del protagonista siano frutto di un malessere psicologico oppure di una vera e propria congiura, né riesce a prevederne le reazioni; al tempo stesso, i toni narrativi si fanno sempre più misteriosi e pesanti con la ricerca di ciò che può essere vero o falso da parte di Mark. Suggestiva la progressiva decostruzione della sua vita e la sua perdita di identità, iniziate entrambe con un semplice taglio di baffi, che porteranno il protagonista, interpretato con molto equilibrio da un ottimo Vincent Lindon, ad una fuga dalla sua vita/incubo verso lidi lontani.
L’AMORE SOSPETTO è un efficace esercizio di stile narrativo ricco di sfumature che propone un viaggio nella mente di un uomo a prima vista incapace di distinguere il reale dall’immaginario (ma è davvero così?) alla cui dicotomia partecipa anche il pubblico; in un clima di paranoia Mark non sa se fidarsi delle proprie percezioni e ricordi oppure credere alla versione della moglie, sua compagna da anni, che però risulta impenetrabile e forse non sincera per il suo glaciale controllo anche di fronte ad una reazione concitata di Mark. L’interpretazione perfettamente misurata e calibrata dell’attrice Emmanuelle Devos alimenta il senso di tensione e di insinuazione del film, i cui passaggi sono anche efficacemente accompagnati dalla colonna sonora minimalista e ciclica di Philip Glass. Attraverso il dramma esistenziale di Mark, il regista pone in essere anche riflessioni sull’amore e sulla fiducia reciproca, analizzando il rapporto tra realtà oggettiva e realtà soggettiva portando a termine un film dalla narrazione lenta, algida e seducente, che però non ha un finale risolutivo, concludendosi in maniera ambigua ed irrisolta che delude lo spettatore.

Paolo Pugliese