L'ABBUFFATA

Titolo Originale: Id.
Genere:
Commedia
Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura:
Monica Zapelli, Mimmo Calopresti
Cast:
Gérard Depardieu, Diego Abatantuono, Donatella Finocchiaro, Paolo Briguglia, Nino Frassica, Donatella Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Lele Nucera, Lorenzo Di Caccia, Elena Bouryka
Colonna Sonora:
Sergio Cammariere
Produzione:
Dania Film, Gagè Produzioni, Istituto Luce, RAI Cinema
Paese d’origine:
Italia - 2007
Durata:
102 minuti

 

Nella bellissima cornice di Diamante, cittadina di mare in Calabria, si snodano le vicende di un gruppo di giovani amici appassionati di cinema (interpretati da Paolo Briguglia, Elena Bouryka, Lele Nucera e Lorenzo Di Ciaccia), che prendono il coraggio a due mani e decidono di girare un film, creando caos e scompiglio nel loro piccolo paese. Ritratti di vita in cui tutti gli abitanti vengono coinvolti: una zia che aspetta il ritorno di un suo vecchio amore inglese (Nino Frassica), lo stravagante “regista-guru” (Diego Abatantuono) del borgo ritiratosi a vita contemplativa, il parroco, la barista (Donatella Finocchiaro) e infine la grande star (Gérard Depardieu), che insieme alla sua fidanzata (Valeria Bruni Tedeschi) decide di interpretare il film approdando in Calabria.
Come accogliere i due grandi attori? Con una grande festa, una vera e propria “ABBUFFATA” organizzata da tutti gli abitanti di Diamante.

Una pellicola, questa di Mimmo Calopresti (regista di "Preferisco il rumore del mare"), che gioca con il cinema e i luoghi comuni del mal costume italiano. Un film nel film che poteva essere sicuramente un’idea interessante, ma che purtroppo è stata supportata da una sceneggiatura davvero molto debole e poco convincente fin dai primi minuti.
Le immagini caotiche riprese dalla telecamera a mano usata dai ragazzi non aiutano, così come risulta un po’ troppo retorica, attraverso i dialoghi del film, la nostalgia per il bel Cinema Italiano del passato (e numerose sono le citazioni che hanno fatto la storia, da Ferreri al grande Fellini, da Mastroianni a Rossellini, ecc.) ed un po’ troppo scontato e banalotto l’inserire scene di fiction, reality e quanto altro di becero ci sia nella nostra televisione, per evidenziare ancora di più il degrado in cui Cinema e TV sono sprofondate.
Anche i personaggi risultano deboli e poco caratterizzati: un Gerard Depardieu che, giunto in Calabria per partecipare alla festa in suo onore e alle riprese del film, muore davanti alla televisione che trasmette Bruno Vespa, un Nino Frassica davvero insostenibile nei panni -che sarebbero dovuti essere seri (???)- di un professore di inglese con la sua storia d'amore da fotoromanzo, per non parlare di un Diego Abatantuono che, seppure bravo rispetto agli altri, compare sul grande schermo nei primi minuti del film mentre si perde –senza motivo e ragione- in disquisizioni su Ulisse ed Omero…
Da lodare, però, è la colonna sonora di Sergio Cammariere.

Sicuramente “L’Abbuffata” è un film che invece di dare un po’ di tregua alla cinematografia “decadente” del nostro Paese, risulta pasticciato, discontinuo e superficiale.
Peccato per l’occasione sprecata, soprattutto per un regista vitale come Calopresti, in quanto l’idea di base dei giovani moviemakers meridionali che con coraggio e passione si recano nella Capitale in cerca del protagonista e di autoprodurre il loro film si perde per strada, rendendo la storia davvero poco credibile e poco efficace.
Di certo il cinema italiano non ha bisogno di questo per risorgere, ma meglio questo che i soliti cine-panettoni che quest’anno già da Novembre affollano le nostre sale!

Valeria Marinaccio