KYASHAN - LA RINASCITA

Titolo Originale: Casshern
Genere: Azione/Fantascienza
Regia: Kazuaki Kiriya
Sceneggiatura: Kazuaki Kiriya
Cast: Yusuke Iseya, Kumiko Aso, Akira Terao, Toshiaki Karasawa
Colonna Sonora: Shiro Sagisu
Produzione: Hideji Miyajima, Toshiharu Ozawa, Toshiaki Wakabayashi
Paese d’origine: Giappone - 2004
Durata: 141 minuti

 

Per i trentenni di oggi che hanno assistito all’invasione dei primi cartoni animati giapponesi in Italia tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, Kyashan era un vero e proprio mito: un giovane guerriero cibernetico che, grazie ai suoi poteri e con l’aiuto della sua ragazza (armata di una potente pistola laser) e di un cane robotico in grado di trasformarsi in diversi mezzi di assalto, combatteva un impero di robot che aveva devastato la terra schiavizzando l’umanità. KYASHAN-LA RINASCITA è la trasposizione dal vivo di questo cartone animato del 1973, dove l’eroe viene riproposto con nuove origini, aspetto e background rispetto all’originale, in linea con le nuove tendenze cinematografiche.

Il film potremmo definirlo un kolossal noir-cyberpunk visionario e pacifista, con atmosfere dark e psichedeliche, che però appare molto diverso dal fumetto/cartone originale. Sia in termini positivi che negativi.
Là dove c’erano androidi qui ci sono mutanti creati da esperimenti genetici volti a riportare in vita i soldati morti in uno scenario futuristico apocalittico dove il mondo è stato devastato da una guerra globale, vinta dall’alleanza asiatica. La nuova razza però, dotata di capacità fisiche superiori a quella umana, si rivolta contro di essa. Lo scienziato i cui esperimenti (volti a curare le malattie genetiche causate dalle radiazioni di armi nucleari) hanno creato la razza mutante riporta in vita il figlio Tetsuya, soldato ucciso durante il conflitto, il quale “rinasce” come un super-essere estremamente forte, veloce ed invulnerabile, grazie anche ad una sofisticatissima tuta cibernetica che lo rende in grado di volare o correre ad altissima velocità sfidando la forza di gravità. E’ proprio durante la progettazione della tuta che vengono mostrate le citazioni più palesi al cartone animato, con il look originale del personaggio riportato nei progetti del prototipo della tuta, mostrando anche il casco che nel film però Kyashan non indossa. Altri elementi del cartone sono i vari tipi di robot bellici usati dai mutanti simili a quelli che si vedono nel cartone, ma le similitudini finiscono qui: il nemico principale di Kyashan è diverso (ed umano, non più androide), mancano poi il cigno robotico che custodisce l’essenza cerebrale della madre dell’eroe e soprattutto il cane robotico Flenders (amatissimo dai fan) che compare in un piccolissimo cameo, ma come un normalissimo quadrupede.

Per il resto, il regista di video-clip Kazuaki Kiriya reinterpreta in chiave cyberpunk il personaggio facendo largo uso di effetti speciali ed animazioni digitali, girando scene di combattimento estremamente veloci ed altamente spettacolari (specie quella iniziale) le quali sembrano vere e proprie pagine di fumetto che hanno preso vita e certamente appariranno entusiasmanti agli occhi degli appassionati di manga giapponesi.
Belli gli effetti speciali in grafica digitale ed intrigante anche l’uso di filtri e colori, che cambiano a seconda di scenario e situazione, divenendo oscuri e dominati da un azzurro freddo negli scenari da battaglia per poi assumere toni di bianco e nero nei flashback o toni pastello nella metropoli o in scene introspettive come quella nel bosco dove Kyashan e la fidanzata Luna sono insieme.
Purtroppo tutto questo non basta per raggiungere un livello qualitativo abbastanza convincente, questo a causa di numerose pecche: il film appare alla fine troppo esasperato dal punto di vista visivo, con scene ridondanti e spesso fini a sé stesse rispetto alla narrazione. La regia, al di là dell’impostazione live-action da fumetto, appare confusa e superficiale nel raccontare una storia caotica e dall’impostazione ingarbugliata, che appare eccessivamente pretenziosa e con basi narrative davvero poco credibili, anche per un film di fantascienza. Non aiutano poi né i personaggi, caratterizzati in maniera sommaria e senza profondità, né tantomeno i dialoghi irrimediabilmente astratti ed inconcludenti.

Inoltre diventa ripetitivo e stancante sia l‘eccessivo uso di CGI sia anche il continuo saltare (tipico dei film giapponesi) da momenti di velocissima azione sottolineata da sonorità metal, a momenti lirici lentissimi con un’eccessiva introspezione e riflessione che, con musiche d’atmosfera, rallentano fino a livelli di narcolessia il ritmo narrativo del film, eccessivamente dilatato, specie nella seconda parte, fino ad un finale pesantissimo.
Alla fine il film sfrutta male un eroe della nostra infanzia dalle molteplici potenzialità: un peccato, ma è doveroso dire che KYASHAN-LA RINASCITA è comunque un film apprezzabile perché, pur non riuscendoci completamente, tenta di essere qualcosa di più di un semplice live-action fantascientifico, contenendo ambizioni di rilettura colta del cartoon giapponese e presentando toni epici e lirici dal forte contenuto morale: il film si arricchisce di tematiche inerenti la politica, il rapporto tra genitori e figli, la manipolazione genetica ed, attraverso la cupa ambientazione di un mondo oscuro post-industriale ed in rovina, prende anche una posizione netta contro ogni guerra dove alla fine non ci sono mai vincitori, ma solo vittime.

Paolo Pugliese