In
"Kung Fu Panda 2", Po sta vivendo il suo sogno come
Guerriero Dragone, proteggendo la Valle della Pace insieme
ai suoi amici, i maestri di Kung Fu chiamati I Cinque Cicloni:
Tigre, Scimmia, Mantide, Vipera e Gru. Po dovrà però
affrontare un nuovo formidabile cattivo, Lord Shen che cercherà
di usare un'arma segreta ed inarrestabile per conquistare
la Cina e distruggere definitivamente il Kung Fu. La minaccia
di Lord Shen costringerà Po a scoprire i segreti delle
sue misteriose origini e solo a quel punto sarà capace
di sbloccare la forza che gli serve per raggiungere la vittoria.
Attesissimo
sequel di “Kung Fu Panda”, questo film ne ripropone
la medesima struttura narrativa, con la sfida del bene contro
il male, rappresentati rispettivamente da Po e Lord Shen,
a cui si accompagna la crescita spirituale del protagonista.
La storia ha toni notevolmente più adulti e maturi
rispetto al primo episodio, alternando il racconto epico all’introspezione
psicoanalitica, con il protagonista che affronta una ricerca
di sé stesso giungendo alla piena coscienza del proprio
essere dopo aver affrontato domande esistenziali angoscianti
(chi sono io? Da dove vengo?), alimentate dal dubbio
di un abbandono infantile (chi erano i miei genitori? Perché
non mi hanno cresciuto con loro?). Il risultato è un’evoluzione
interiore di Po che acquista maggiore spessore e maturità,
conservando però la sua natura goffa e scanzonata.
Momenti
di introspezione e meditazione – seguendo i dogmi della
filosofia buddhista – sono alternati alle spettacolari
ed elaboratissime coreografie dei combattimenti, durante i
quali il ritmo aumenta considerevolmente, tanto da non riuscire
ad afferrare (specie nei duelli multipli) tutti i dettagli
di mosse ed effetto tra gli eroi e i nemici. L’impostazione
delle sequenze d’azione è ariosa e ricca di inventiva,
con un impianto visivo scenografico e spettacolare, tecnicamente
più raffinato del precedente film, che compensa la
debolezza delle gags (ad uso e consumo soprattutto dei più
piccoli, vedi i problemi di peso e di goffaggine di Po), grazie
anche ad una calibrata impostazione brillante delle vicende.
Ottima la colonna sonora di Hans Zimmer (il cui nome è
sempre una garanzia), così come gli inserti di animazione
classica e bidimensionale sulle origini di Po e di Lord Shen,
il primo dai contorni narrativi del predestinato, mentre il
secondo con sfumature quasi Shakespeariane, evidenziate dalla
scelta visiva che omaggia il teatro delle ombre cinesi.
Valeria
Marinaccio