Trasposizione
cinematografica dell’omonimo e violentissimo fumetto
di Mark Millar (autore di “Wanted”), “Kick-Ass”
è un film borderline sul genere supereroistico, diretto
dal talentuoso Matthew Vaughn (“Stardust”, “The
Pusher”), che ha curato anche la stesura della sceneggiatura
insieme alla sua collaboratrice Jane Goldman, prendendo la
strada della produzione indipendente attraverso la sua compagnia
cinematografica Marv Films. La decisione è arrivata
dopo aver seccamente rifiutato le richieste delle varie major,
alle quali aveva presentato il progetto, di “addolcire”
lo script, giudicato troppo violento seppur fedele al fumetto.
Mark
Millar e John Romita Jr., nel loro fumetto “Kick-Ass”,
ci indicano che non occorre nascere in mondi remoti, né
poter sollevare pesi in tonnellate, ma è l’essere
alimentati da una profonda solitudine, un senso di inquietudine
e di angoscia sino a diventarne ossessionati, la causa scatenante
per diventare un supereroe. Il nostro eroe, Dave Lizewski,
è uno studente alla Peter Parker, l’alias civile
dell’Uomo Ragno, e nel suo tentativo di comprendere
come un uomo semplice non possa diventare un autentico paladino
nella lotta al crimine, decide di calarsi quasi per gioco
nei panni di “Kick-Ass”, il nuovo eroe metropolitano
contro le ingiustizie e il cancro criminale che divora la
città di New York. L’indossare il costume, una
muta da sub comprata da E-Bay, e ricevere gratitudine per
le sue gesta, come salvare un uomo da un pestaggio in piena
regola, o prendersi cura di un cucciolo durante un incendio,
è la ricompensa più grande.
Sua diventa così la capacità di vivere ogni
momento della propria vita in maniera adrenalinica come gli
eroi che compaiono nei fumetti che legge, o nei poster che
campeggiano in bella mostra nella sua stanza. Questa, il suo
rifugio, e il profondo rapporto con il padre vedovo, diventano
altresì un’ancora di salvezza per Dave, il luogo
in cui far ritorno al suo lato civile lontano dai clamori
della sua identità eroistica.
Il far incontrare fianco a fianco Kick-Ass con altri come
lui, e cioè Big Daddy, la figlia Hit-Girl, e il traditore
al soldo del crimine, Red Mist, per Millar è inoltre
utile per farci esplorare la mente del ragazzo: si generano
in lui dubbi e diffidenza verso il prossimo, come il vedersi
scoperti in panni civili, ma l’equilibrio tra i diversi
caratteri e le forti psicologie dei personaggi forniscono
una spinta verso un’idea comune in cui poter far nascere
simpatie, alleanze, e amicizie molto forti.
Un legame umano, un’unione di più menti, basato
su persone che cercano una via di fuga dalla solita routine,
dal logorio quotidiano, indossando un’altra identità
e creando un mondo fatto di eccitazione, di gratificazione,
e tanta forza di volontà per poter rendere questa realtà
migliore.
Violenza, supereroi ed umorismo nero: “Kick Ass”
è tutto questo, ovvero una pellicola che segue più
o meno fedelmente le linee guida dell’omonimo romanzo
grafico, rielaborando i clichè di film e fumetti supereroistici
in maniera realistica e cinica, passando con disinvoltura
dai toni di commedia scanzonata ed ironica a quelli drammatici
e di gangster movie. Il film, nonostante discrete sequenze
d'azione, non tocca mai punte di eccellenza né ha scene
madri memorabili, eppure racconta con spessore e fluidità
una storia di ordinaria follia metropolitana che tocca anche
diversi temi di attualità come, ad esempio, il clima
di edonismo e menefreghismo dei giovani che restano impassibili
davanti ad un pestaggio né prestano aiuto, ma rimangono
a guardare e filmano con i cellulari per poi mettere il filmato
sul sito Youtube.
Peccato che ad un certo punto, forse per tutelare esigenze
di spettacolarità, il film si sposti su un timbro di
scenografica catarsi, facendo registrare una certa dissonanza
tra la prima e seconda parte: il clima di scanzonato realismo
iniziale cede così il passo a una spettacolare sequenza
di combattimenti tipicamente supereroistici quanto, però,
smaccatamente irreali, facendo cambiare totalmente tono e
senso della storia e dei personaggi.
Sul fronte degli attori, il giovane Aaron Johnson (“Nowhere
Boy”) appare molto credibile nel ruolo dell’adolescente
Dave Lizewski/Kick Ass, insieme ad un Nicholas Cage per una
volta espressivo ed a suo agio nell’interpretare una
sorta di Batman vendicativo ed ossessionato; ma chi colpisce
maggiormente lo spettatore è la tredicenne Cloe Martinez
nel ruolo di Hit-Girl: protagonista delle sequenze di combattimento
più efferate e spettacolari del film, dove sfodera
un incredibile concentrato di candore adolescenziale ed inaudita
violenza.
Colonna sonora in linea con il film, ovvero, ironica ed incisiva.
Alessandro
Cristofaro
Marco Valerio