KICK ASS

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione, commedia, drammatico
Regia: Matthew Vaughn
Sceneggiatura: Jane Goldman, Matthew Vaughn
Cast: Nicolas Cage, Aaron Johnson, Chloe Moretz, Mark Strong, Christopher Mintz-Plasse, Clark Duke, Lyndsy Fonseca, Clark Duke, Xander Berkeley
Colonna Sonora: Marius De Vries
Produzione: Lionsgate, Marv Films
Paese d’origine: USA/GB - 2010
Durata: 117 minuti
Data di uscita: 1 Aprile 2011

 

Trasposizione cinematografica dell’omonimo e violentissimo fumetto di Mark Millar (autore di “Wanted”), “Kick-Ass” è un film borderline sul genere supereroistico, diretto dal talentuoso Matthew Vaughn (“Stardust”, “The Pusher”), che ha curato anche la stesura della sceneggiatura insieme alla sua collaboratrice Jane Goldman, prendendo la strada della produzione indipendente attraverso la sua compagnia cinematografica Marv Films. La decisione è arrivata dopo aver seccamente rifiutato le richieste delle varie major, alle quali aveva presentato il progetto, di “addolcire” lo script, giudicato troppo violento seppur fedele al fumetto.

Mark Millar e John Romita Jr., nel loro fumetto “Kick-Ass”, ci indicano che non occorre nascere in mondi remoti, né poter sollevare pesi in tonnellate, ma è l’essere alimentati da una profonda solitudine, un senso di inquietudine e di angoscia sino a diventarne ossessionati, la causa scatenante per diventare un supereroe. Il nostro eroe, Dave Lizewski, è uno studente alla Peter Parker, l’alias civile dell’Uomo Ragno, e nel suo tentativo di comprendere come un uomo semplice non possa diventare un autentico paladino nella lotta al crimine, decide di calarsi quasi per gioco nei panni di “Kick-Ass”, il nuovo eroe metropolitano contro le ingiustizie e il cancro criminale che divora la città di New York. L’indossare il costume, una muta da sub comprata da E-Bay, e ricevere gratitudine per le sue gesta, come salvare un uomo da un pestaggio in piena regola, o prendersi cura di un cucciolo durante un incendio, è la ricompensa più grande.
Sua diventa così la capacità di vivere ogni momento della propria vita in maniera adrenalinica come gli eroi che compaiono nei fumetti che legge, o nei poster che campeggiano in bella mostra nella sua stanza. Questa, il suo rifugio, e il profondo rapporto con il padre vedovo, diventano altresì un’ancora di salvezza per Dave, il luogo in cui far ritorno al suo lato civile lontano dai clamori della sua identità eroistica.
Il far incontrare fianco a fianco Kick-Ass con altri come lui, e cioè Big Daddy, la figlia Hit-Girl, e il traditore al soldo del crimine, Red Mist, per Millar è inoltre utile per farci esplorare la mente del ragazzo: si generano in lui dubbi e diffidenza verso il prossimo, come il vedersi scoperti in panni civili, ma l’equilibrio tra i diversi caratteri e le forti psicologie dei personaggi forniscono una spinta verso un’idea comune in cui poter far nascere simpatie, alleanze, e amicizie molto forti.
Un legame umano, un’unione di più menti, basato su persone che cercano una via di fuga dalla solita routine, dal logorio quotidiano, indossando un’altra identità e creando un mondo fatto di eccitazione, di gratificazione, e tanta forza di volontà per poter rendere questa realtà migliore.


Violenza, supereroi ed umorismo nero: “Kick Ass” è tutto questo, ovvero una pellicola che segue più o meno fedelmente le linee guida dell’omonimo romanzo grafico, rielaborando i clichè di film e fumetti supereroistici in maniera realistica e cinica, passando con disinvoltura dai toni di commedia scanzonata ed ironica a quelli drammatici e di gangster movie. Il film, nonostante discrete sequenze d'azione, non tocca mai punte di eccellenza né ha scene madri memorabili, eppure racconta con spessore e fluidità una storia di ordinaria follia metropolitana che tocca anche diversi temi di attualità come, ad esempio, il clima di edonismo e menefreghismo dei giovani che restano impassibili davanti ad un pestaggio né prestano aiuto, ma rimangono a guardare e filmano con i cellulari per poi mettere il filmato sul sito Youtube.
Peccato che ad un certo punto, forse per tutelare esigenze di spettacolarità, il film si sposti su un timbro di scenografica catarsi, facendo registrare una certa dissonanza tra la prima e seconda parte: il clima di scanzonato realismo iniziale cede così il passo a una spettacolare sequenza di combattimenti tipicamente supereroistici quanto, però, smaccatamente irreali, facendo cambiare totalmente tono e senso della storia e dei personaggi.
Sul fronte degli attori, il giovane Aaron Johnson (“Nowhere Boy”) appare molto credibile nel ruolo dell’adolescente Dave Lizewski/Kick Ass, insieme ad un Nicholas Cage per una volta espressivo ed a suo agio nell’interpretare una sorta di Batman vendicativo ed ossessionato; ma chi colpisce maggiormente lo spettatore è la tredicenne Cloe Martinez nel ruolo di Hit-Girl: protagonista delle sequenze di combattimento più efferate e spettacolari del film, dove sfodera un incredibile concentrato di candore adolescenziale ed inaudita violenza.
Colonna sonora in linea con il film, ovvero, ironica ed incisiva.

Alessandro Cristofaro
Marco Valerio