ITALIANS

Genere: Commedia
Regia: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Andrea Agnello, Giovanni Veronesi, Ugo Chiti
Cast: Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino, Remo Girone, Ksenia Rappoport, Dario Bandiera, Elena Presti
Colonna Sonora: Paolo Buonvino
Produzione: Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Paese d’origine: Italia - 2008
Durata: 116 minuti
Data di uscita: 23 Gennaio 2009

 

Due camionisti sono in viaggio per trasportare negli Emirati Arabi un carico di auto rubate di grossa cilindrata. Fortunato (Sergio Castellitto) è l’autista più esperto, al suo ultimo viaggio, mentre Marcello (Riccardo Scamarcio) è un giovane alle prime armi. Il viaggio fino a destinazione sarà costellato da vari incidenti di percorso, tra risse, soggiorni in prigione e gare nel deserto a bordo di potenti Ferrari che cementerà comunque l’amicizia tra i due.
Giulio (Carlo Verdone) è invece un dentista romano in preda ad una forte depressione a causa di un matrimonio finito. Spinto dall’amico Fausto, si reca ad un convegno a San Pietroburgo, incontrando nel tempo libero il connazionale Vito Calzone (Dario Bandiera), una mezza canaglia che lo introduce nel mondo dei bordelli di lusso russi. Anziché trovare occasioni di svago e relax, Giulio si ritroverà suo malgrado coinvolto in una girandola di situazioni poco piacevoli, tra festini sadomaso, mafiosi dell’Est e sparatorie...

Due episodi, due storie di italiani all’estero con tutti i cliché del caso. Il regista di “Manuale d’Amore” Giovanni Veronesi non si inventa nulla di nuovo, ma va sul sicuro per quanto riguarda i soliti vizi & virtù degli italiani, rispolverando tematiche e meccanismi della grande commedia agro-amara degli anni ’60-70. Risultato garantito: il film è una macchina da guerra, grazie ad un cast collaudato dalle precedenti pellicole del regista (Carlo Verdone, Riccardo Scamarcio, Dario Bandiera), al quale si aggiunge un inedito Sergio Castellitto, garantendo quindi nomi di richiamo per il pubblico ed un prevedibile successo ai botteghini.
Dire, però, che “Italians” sia anche un film riuscito è tutt’altra cosa: non basta certo tenere presente il cinema dei vari Monicelli e Scola per uguagliarne i fasti. Le due storie che compongo il film non fanno altro che riproporre senza troppa immaginazione o sforzi creativi quanto siamo cialtroni noi italiani all’estero, sciorinando una notevole dose di indulgenza e compiacimento nazionalistici, quasi a giustificare i nostri difetti poiché, se siamo dei mascalzoni cafoni e puttanieri, siamo anche simpatici e sentimentali.
Un vuoto qualunquismo, francamente irritante, al quale si aggiunge un’eccessiva dose di buonismo che stona sempre tanto quando la sceneggiatura è priva di giustificazioni narrative coerenti.

“Italians” sconta le molte lacune di Veronesi come autore (nonostante si faccia aiutare dagli amici Chiti&Agnello), presentando qualche buona intuizione, frutto di osservazione dei comportamenti e delle tendenze nel nostro paese, ma dandone una lettura superficiale essendo incapace (o forse non interessato) ad elaborare in merito una satira efficace. Esponendo fatti senza sostanza né convinzione, si finisce nel macchiettismo, nella risata facile da gag: se era questo l’intento, senza per forza avere contenuti critici, allora il film è riuscito.
Sorvoliamo, quindi, sul fatto che entrambi gli episodi hanno un filo narrativo esilissimo, pieno di stereotipi e dallo sviluppo prevedibile e traballante. Rimangono la verve dei protagonisti: Castellitto e Verdone in primis, che però recitano sé stessi gigioneggiando non poco e risultando (soprattutto il buon Carlo) ripetitivi.

Paolo Pugliese