IRINA PALM

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia
Regia: Sam Garbarski
Sceneggiatura: Philippe Blasband, Martin Herron
Cast: Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Corey Burke, Dorka Gryllus, Steve Kingett, Tim Plester
Colonna Sonora: Ghinzu
Produzione: Entre Chien et Loup, Ipso Facto, Liaison Cinématographique, Pallas Film, Samsa Film S.a.r.l.
Paese d’origine: Belgio/Germania/Gran Bretagna/Francia - 2007
Durata: 103 minuti

 

Maggie è una timida vedova cinquantenne il cui nipotino Ollie è gravemente malato e necessita di un trattamento specializzato estremamente costoso, che né lei né il figlio disoccupato hanno i soldi per pagare. Alla ricerca di un modo per guadagnare il danaro necessario, Maggie entra in un locale al cui ingresso c’è il cartello “Cercasi Hostess” ed, accolta dal proprietario Miki, comprende di essere entrata in un sex club dove chi ci lavora fornisce prestazioni “manuali” ai clienti, all’interno di cabine speciali con un buco nel muro...
Spinta dall’urgenza di aiutare il piccolo Ollie, Maggie decide di lavorare nel club, adottando in seguito il nome d’arte di “Irina Palm”. Dopo aver imparato i segreti del mestiere grazie ad una giovane collega, la donna ottiene un grande successo tra i clienti riuscendo a guadagnare in breve tempo i soldi necessari per l’operazione ed anche se avrà la morale di figlio ed amiche contro, Maggie sarà fiera di aver fatto tutto ciò che poteva per il nipote.

“Irina Palm” è una delle tante commedie sociali che il cinema inglese ha sfornato con successo in questi ultimi anni (vedi “Billie Elliot”, “East is East”, “Full Monthy” o “Grazie signora Thatcher”), tutte con vicende agro-dolci inerenti il proletariato medio-basso della periferia londinese. Il film risponde a tutti i requisiti del genere per temi ed ambientazione, riuscendo però a distinguersi positivamente grazie ad una freschezza ed una sensibilità narrativa davvero pregevoli. Preceduto dalla fama di commedia politicamente scorretta, “Irina Palm” è in realtà un film delicato e sorprendente, che fa ridere ed al tempo stesso commuovere grazie ad un filo narrativo sospeso tra il toccante ed il buffo; l’ambientazione proletaria (una grigia ed anonima frazione londinese) ed i toni drammatici-realistici (la malattia del bambino) sono tanto ben evidenziati quanto stemperati da elementi comico-grotteschi (il "lavoro" da hostess ed anche l’età avanzata della protagonista) che, senza cadere nella farsa boccaccesca, rendono questo film una piccola opera equilibrata, coinvolgente quanto spassosa.

Il regista Sam Garbarski è molto bravo ad evitare eventuali cliché, dimostrando notevole finezza ed ironia; il merito della buona riuscita di questo film non è comunque solo suo, ma anche di due ottimi interpreti quali Marianne Faithfull ed il caratterista serbo Miki Manojlovic, nei rispettivi ruoli di Maggie e del manager del sex-club Miki. La Faithfull, è bene ricordarlo, è stata una delle massime icone rock degli anni '60, leggendaria cantante e musa dei Rolling Stones, collaboratrice di Tom Waits e dei Pink Floyd, oltre ad essere anche attrice e scrittrice, tra le indiscusse protagoniste della scena artistica degli ultimi quarant'anni. In questo film la ritroviamo appesantita dall'età eppure in grado di affascinarci ancora, sia come donna che come attrice: un'interprete eccezionale e carismatica che ci regala degli sguardi bellissimi ed espressivi dai quali trapela ancora un intatto sex-appeal, interpretando in maniera molto credibile e senza sbavature il personaggio di una donna sensibile e remissiva, ma al tempo stesso forte e fiera, che ci conquista fin dall’inizio; a fargli da contrappunto c’è Manojlovic che, evitando ogni macchiettismo o retorica, riesce a fare emergere il lato profondamente umano del suo personaggio Miki.
Nonostante il tema scabroso del lavoro della protagonista, il film non è mai volgare né insiste su particolari morbosi, trattando con molta delicatezza sia il tema familiare che quello sessuale, entrambi raccontati con misura e senza andare mai sopra le righe, nel corso di una narrazione realistica ed essenziale.

Paolo Pugliese