Bryan
(Liam Neeson) è un ex-agente segreto che sbarca il
lunario lavorando come guardia del corpo a contratto, con
il proposito di riallacciare il rapporto paterno con Kim (Maggie
Grace), la figlia avuta dalla sua ex-moglie Lenore (Famke
Janssen). Quando Kim parte per un soggiorno in Francia con
la sua migliore amica e viene rapita da una banda di trafficanti
di donne, Bryan è al telefono con lei. Forte della
sua esperienza, l’uomo sa di avere 96 ore circa prima
che la figlia scompaia in maniera irrintracciabile, quindi
arriva a Parigi e si mette subito alla ricerca di tracce che
lo conducano ai rapitori. Grazie alle sue capacità,
Bryan scoprirà praticamente da solo un traffico di
giovani minorenni rapite, drogate e vendute al miglior offerente,
rischiando il tutto per tutto per salvare in tempo la figlia.
Scritto
e prodotto da una vecchia volpe come Luc Besson, artefice
del neo-cinema d’azione francese con pellicole come
“Leon”, “Kiss of Dragon”, “The
Transporter” o “Taxxi”, questo film ripropone
i toni reazionari del miglior cinema anni ’80 di Stallone
& Schwarzenegger, con una celebrazione neanche tanto sotto
traccia della metodologia “a mali estremi, estremi
rimedi”, per non parlare del valore della verginità
e del rapporto padre-figlia.
“Io vi troverò” non ha quindi come punto
forte l’originalità della storia (ricordate
“Commando” con Schwarzenegger?) e presenta
molteplici convenzioni narrative come il protagonista autarchico
ed inarrestabile, la polizia corrotta, gli albanesi cattivi,
l’happy end familiare; però ha sicuramente dalla
sua il pregio di essere un film d’azione veloce e ben
montato, diretto in maniera chiara e senza sbavature dallo
sconosciuto Pierre Morel con un ritmo narrativo agile ma non
sincopato come certi moderni videoclip cinematografici.
Sapendo
quindi di non essere di fronte ad un capolavoro, possiamo
classificare “Io vi Troverò” (ma il
titolo originale “Taken” ha maggior appeal in
verità) come un dignitoso film d’intrattenimento,
a tratti anche appassionante e divertente nel seguire la corsa
contro il tempo da parte del granitico protagonista che, pur
di salvare la figlia da un destino di oggetto sessuale per
ricconi, ricorre a tutto il repertorio cine-reazionario di
Hollywood, non esitando ad uccidere con le proprie mani almeno
una trentina di persone, rapire, torturare, inseguire a piedi
ed in auto, minacciare amici e nemici e sparare a chiunque.
Il pacioso ed ultracinquantenne Liam Neeson si presta di buon
grado a questa avventura in terra francese, con un’interpretazione
ai minimi sindacali per espressività, ma efficace dal
punto di vista fisico nelle sequenze d’azione ben coreografate
e pulite che riprendono quel ruvido realismo del cinema USA
degli anni ‘70, con pellicole come “Il Maratoneta”
oppure “Il Braccio violento della Legge”.
Paolo
Pugliese