Giorgio
(Raoul Bova), Lorenzo (Ricky Memphis), Piero (Luca Bizzarri),
Luisa (Barbora Bobulova), Virgilio (Paolo Kessisoglu) e Francesca
(Ambra Angiolini) sono dei trentottenni che 20 anni prima
erano compagni di scuola. Ma soprattutto erano amici, erano
un gruppo. Poi è successo qualcosa e il gruppo si è
frantumato. Ma tra poco torneranno ad esserlo, almeno per
qualche giorno: il Ministero della Pubblica Istruzione ha
annullato il loro esame di maturità e lo dovranno rifare.
Pena l'annullamento di tutti i titoli successivamente conseguiti.
E così li vedremo di nuovo insieme, come ai vecchi
tempi, con qualche ruga di più e qualche capello di
meno. Con la voglia di risentire il sapore della giovinezza
e la consapevolezza, più o meno profonda, che quel
periodo è passato.
“Immaturi”
è un film in bilico tra la commedia brillante all’italiana
e quella naif francese, con un gruppo di autori ed attori
post-trentenni alle prese con certi argomenti ultimamente
molto in voga nel nostro cinema: il traumatico passaggio all’età
adulta, il fare il punto su un'intera generazione, la nostalgia
del passato e della gioventù, i “bamboccioni”
ancora a casa dei genitori e, naturalmente, il tema degli
esami che non finiscono mai. Elementi ed aspetti tipici dell’attualità
del nostro paese che vengono frullati in una storia dalle
premesse interessanti (nonostante siano poco credibili), ma
dalle potenzialità comiche non del tutto espresse.
Il film ha un impianto leggero e scorrevole nelle vicende
dei vari personaggi, ognuno specchio di una determinata situazione
(chi è sposato, chi separato, chi è single,
chi vive ancora dai suoi), che vengono messe a confronto con
le altre, costringendo i personaggi a fare i conti con sé
stessi e trovare una qualche forma di riscatto personale.
Ma l’iniziale freschezza narrativa cede il passo ad
una sostanziale povertà di idee nei dialoghi e nella
sceneggiatura, usando lo stratagemma di estremizzare vicende
reali con effetti comici purtroppo non sempre raggiunti.
Le
buone intenzioni del regista Paolo genovese non si concretizzano
pienamente in risultati brillanti, tanto per la progressione
della storia quanto per l’interagire e l’evoluzione
dei personaggi, con caratterizzazioni e scelte narrative che
appaiono scontate e banali, specie nel finale che assume i
contorni di messaggio gratuitamente moralistico sulla vita,
le responsabilità, l’amore e il sesso. Il risultato
complessivo di “Immaturi” è modesto e senza
troppe pretese, ma si differenzia comunque in positivo dalla
pochezza narrativa e volgare di altri epigoni della commedia
italiana come i Cinepanettoni, regalando diversi spunti godibili
tra i quali i siparietti tra padre e figlio interpretati da
Ricky Memphis e Maurizio Mattioli, titolari dei momenti più
esilaranti del film.
Valeria
Marinaccio