La
vera vicenda di Francesco Baldini -brillante conduttore radiofonico
prima di una piccola rete locale di Firenze e poi della milanese
e nazionale Radio Dee Jay-, rovinata dalla passione sfrenata
e incontrollabile per le scommesse sulle corse di cavalli.
Basato
sul libro “Il Giocatore”, autobiografia dello
stesso Baldini, “IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA”
sceglie il tono lieve della commedia per raccontare una storia
che ha dei risvolti evidentemente drammatici, con un esito
decisamente positivo.
La sceneggiatura riesce con arguzia e attenzione a mantenere
il registro scelto senza banalizzare la vicenda. Elio Germano
si conferma ottimo interprete, che in questo caso strizza
l’occhio al Dustin Hoffman de “Il Laureato”
e al Robert De Niro di “Taxi Driver” (anche la
statura e la magrezza li ricordano).
Tutti
ottimi gli interpreti di contorno e, nel caso specifico, un
encomio va a Dario Vergassola alla sua prima, convincente
prova d’attore a tutto tondo nei panni del direttore
amministrativo di Radio Dee Jay.
Complimenti per il coraggio a Gianmarco Tognazzi, che ha tratteggiato
egregiamente un personaggio quasi muto come il regista dei
programmi radiofonici, che altri attori del suo calibro avrebbero
rifiutato bollandolo come un “ruolo minore”.
Il
regista, Francesco Patierno, è un affermato regista
pubblicitario passato al cinema con successo (almeno nei risultati
artistici) al pari di Daniele Luchetti ed Alessandro D’Alatri
e qui al suo secondo film dopo l’acclamato “Pater
Familias”.
Patierno dirige con grande sicurezza, piglio fermo e stile
asciutto, senza perdere mai ritmo. Ottima la scelta delle
musiche, che spazia dall’italiano d’annata all’americano
coevo ma più jazzato.
Si
potrà dire che nel complesso “IL MATTINO HA L’ORO
IN BOCCA” dovrebbe classificarsi come un buon prodotto
medio, perché non ha l’afflato per aspirare a
qualcosa di più, ma a chi ricorda il “prodotto
medio” italiano di una diecina di anni fa, andrebbe
detto, come affermava Renzo Arbore in una famosa pubblicità
dei tempi della vicenda Baldini: “meditate gente,
meditate!”.
Bruno
di Marcello