IL VENTO FA IL SUO GIRO

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: Giorgio Diritti
Sceneggiatura: Fredo Valla & Giorgio Diritti
Cast: Thierry Toscan, Alessandra Agosti, Dario Aghilante, Giovanni Foresti
Colonna Sonora: Mario Biscarini, Daniele Furlati
Produzione: Aranciafilm, Imago orbis
Paese d’origine: Italia - 2005
Durata: 110 minuti

 

Ci occupiamo in ritardo di IL VENTO FA IL SUO GIRO, opera prima di Giorgio Diritti dalla travagliata e funambolica realizzazione. Un film in cui ci siamo imbattuti all’ultima edizione del Festival del Cinema Indipendente di Foggia, vincendo a pieni voti il premio di miglior film che si unisce poi ad una lunga serie di riconoscimenti avuti presso manifestazioni europee ed americane, da Bruxelles a New York, da Toronto a Ischia, Lisbona, Bologna.
Philippe Héraund è un pastore pirenaico che decide di lasciare le sue montagne in seguito alla costruzione di una centrale nucleare e trasferirsi a Chersogno, un paesino in via di spopolamento nelle vallate occitane delle Alpi. Nel paese Philippe porta la sua famiglia, le sue capre e la sua attività di casaro, trovando la solidarietà del sindaco e dei paesani che lo aiutano a trovare casa, pascoli e locali per la sua attività. Per gli abitanti del paese la venuta di Philippe, della giovane moglie e dei suoi due figli è vista come una ventata di freschezza ed al contempo come uno sprone per i più giovani che tendono a lasciare la valle per la città. Ma non tutto va per il verso giusto per Philippe ed i suoi: dopo la novità dell’arrivo, cominciano a farsi strada preconcetti, invidie, incomprensioni da parte di alcuni abitanti che col tempo vedono i nuovi arrivati come un fastidio ed il confronto con Philippe, che ha un carattere duro e solitario, si fa via via più aspro. L’opinione del paese si dividerà, con critiche ed accuse reciproche e le conseguenze saranno amare per tutti.
Mi sbilancio nel dire che IL VENTO FA IL SUO GIRO, insieme a “Nuovomondo” di Crialese, è a mio modesto avviso la miglior pellicola italiana vista nel 2006, ingiustamente distribuita in sordina ai primi di Maggio e senza appoggio pubblicitario, salvo l’entusiastico tam tam di chi lo ha visto. Perché il film di Diritti propone una storia forte, neorealista, intrigante nella sua evoluzione e disarmante nella sua semplicità, nel suo farsi carico di un bagaglio di emozioni contrastanti, fotografando senza filtri o retorica le dinamiche interrelazionali della realtà di una piccola comunità montana.
Il film non prende posizione e lascia allo spettatore il giudizio finale, illustrando la difficile convivenza tra gente diversa per usi e costumi, prendendo atto delle ragioni (ma anche delle pecche) degli uni e degli altri.
Il rapporto con la “diversità” è il punto cardine del film, tanto un ostacolo quanto un passaggio inevitabile nei rapporti tra gli uomini. La “diversità”, come disagio o arricchimento, è l’elemento scatenante del conflitto che il film racconta, conflitto che trasforma comportamenti, condiziona eventi e scelte personali riflettendo in maniera amara sulla reale capacità della società di evolversi nella valorizzazione delle diverse identità. L’apologo del film è che senza contatto, senza scambio di valori ed accoglienza, non può esserci sviluppo umano e qualità dell’esistere, con l’inaridirsi di qualsiasi speranza e fiducia.
Visivamente affascinante per l’ambientazione montana delle Alpi, IL VENTO FA IL SUO GIRO colpisce piacevolmente per la sua onestà narrativa di grande forza e coinvolgimento. Il film ha infine con un cast sorprendente, formato da attori non professionisti che caratterizzano i propri personaggi in maniera naturale, senza forzature o artifizi.

Paolo Pugliese