Film
a metà tra il thriller esoterico e l’horror sulfureo
scritto e diretto dal regista canadese Neil LaBute (“Nella
società degli uomini”, “Amici e vicini”,
“Possession”), IL PRESCELTO è il remake
americano della pellicola horror inglese “The Wicker
Man” del 1973, inedita in Italia. Nicholas Cage interpreta
il ruolo di Edward, uno sceriffo depresso (i motivi saranno
illustrati all’inizio del film) che viene contattato
da una sua ex che gli chiede aiuto per trovare la figlia adolescente,
scomparsa da alcuni giorni. Edward giunge sull’isola
di Summersisle dove la donna vive e comincia a cercare la
ragazzina ritrovandosi però, fin al suo arrivo, ad
agire in un’atmosfera strana, omertosa e diffidente
da parte degli abitanti dell’unico villaggio sull’isola
i quali sembrano nascondere molte cose ai suoi occhi. Il poliziotto
si troverà in una posizione molto pericolosa perché
le sue ricerche lo porteranno a fare luce su un mistero che
comprende rituali esoterici e sacrifici umani, diventando
alla fine preda della piccola comunità che si rivelerà
essere una setta religiosa neo-pagana improntata su un rigido
matriarcato, simile ad un alveare.
IL
PRESCELTO è un film molto diverso dall’originale
interpretato da Christopher Lee, dal quale si discosta mantenendo
intatta solo la trama principale ma epurandola da tutte le
metafore politiche nonché le connotazioni religiose
e pagano-orgiastiche presenti nel film del ’73, in una
versione political correct e per giunta femminista, ma assolutamente
povera di contenuti.
La progressiva ed imbarazzante povertà di idee di Hollywood
si materializza nel realizzare sequel di pellicole famose
in numero sempre più crescente, che si rivelano quasi
sempre come prodotti commerciali stantii e privi di alcun
interesse e valore, salvo aggiornare storie datate e sfruttarne
titolo ed incipit per fare soldi. Questo remake non si discosta
dal trend appena descritto ma ha l’ulteriore colpa di
non essere stato pensato come opera a sé bensì
su misura di Nicholas Cage, attore dall’interpretazione
afona sempre più non all’altezza (o magari non
lo è mai stato) di essere protagonista assoluto di
un film.
Va detto che IL PRESCELTO ha un inizio intrigante, con un’atmosfera
lugubre basata sull’archetipo di comunità enigmatica
ed isolata che fa ben sperare, ma che poi affonda completamente
sotto il peso di numerosi difetti: la regia offre qualche
virtuosismo estetico ma fondamentalmente risulta schematica
e senza guizzo (un passo indietro per un regista indipendente
come Labute, autore di alcune opere molto interessanti) e
supporta una sceneggiatura i cui pochi elementi sono sviluppati
male (alcuni dei quali scadono addirittura nel ridicolo) e
narrati sul grande schermo anche peggio.
La pellicola infatti va avanti con un’esposizione da
libro illustrato, lenta e prevedibile, con colpi di scena
scontati e stanchi ed una rivelazione dei misteri alla base
della storia prolissa e banalmente spiegata a voce. Doveroso
dire che il regista inserisce nella storia alcune tematiche
a lui care ed espresse in molti suoi film (argomenti come
la guerra tra i sessi e le dinamiche di potere) che avrebbero
potuto contribuire molto ad alzare il livello narrativo ma
che purtroppo rimangono al palo, espresse in maniera molto
banale e superficiale. Superficiali poi, se non ridicoli,
sono anche i protagonisti: da un ossessionato ed inespressivo
Edward/Nicholas Cage alla sua nemesi Sorella Summerisle/Ellen
Barkyn dall’interpretazione enfatica ed innaturale.
Nonostante, insomma, l’ottimo materiale a disposizione
per questo remake non si poteva realizzare prodotto peggiore
e, purtroppo, IL PRESCELTO non è né tantomeno
sarà l’unico caso del genere...
Paolo
Pugliese