Dopo
gli eventi del film “Il Tesoro dei Templari”,
ritroviamo Ben Gates (Nicolas Cage), ultimo rampollo di una
famiglia di archeologi e cacciatori di tesori, divenuto ormai
famoso in tutto il mondo dopo il ritrovamento di un incredibile
tesoro nascosto dai cavalieri templari.
In questa nuova puntata, Ben, insieme al padre Patrick Gates
(Jon Voight), si imbatte nel ritrovamento delle 18 pagine
mancanti del diario di John Wilkes Booth, l’assassino
del presidente Abramo Lincoln. Leggendo tali pagine, apprendono
che un loro antenato -Thomas Gates- faceva parte del gruppo
di cospiratori nell'assassinio di Lincoln. Ben, insieme al
padre, alla fidanzata archivista Abigail Chase (Diane Kruger)
ed il socio Riley (Justin Bartha) iniziano a ricostruire una
verità storica degli USA tenuta a lungo segreta, la
quale sembra essere contenuta in un misterioso libro che rivelerebbe
anche l’ubicazione di un favoloso tesoro. Cercando indizi
tra America ed Europa, Ben alla fine è costretto a
chiedere l’aiuto alla professoressa di linguistica Emily
Appleton (Helen Mirren), sua madre nonché ex-moglie
di Patrick con cui non si parla da oltre trent’anni!
Il gruppo si renderà ben presto conto di non essere
i soli impegnati nella ricerca, visto che le loro azioni hanno
attirato l’interesse del misterioso Mitch Wilkinson
(Ed Harris) e della sua task force, in una corsa contro il
tempo dove i nostri eroi si lanceranno in iperbolici inseguimenti
d’auto, befferanno la polizia francese, la security
inglese e riusciranno perfino a rapire il Presidente USA!
Sequel
di “National Treasure/Il Tesoro dei Templari”
del 2004, realizzato per ovvie esigenze di mercato (visto
il successo del primo episodio), questo ennesimo pop-corn
movie sciorina il solito repertorio effettistico, tipico dei
film americani, alla cui notevole ricchezza visiva –per
sequenze d’azione, scenografie ed effetti speciali-
fa da contrappunto la ormai consueta e scoraggiante povertà
narrativa. La trama è stantia ed artefatta, prevedibile
e povera di tensione, con personaggi caratterizzati in maniera
inverosimile per caratteri e reazioni emotive, le cui vicende
non riescono a suscitare il minimo coinvolgimento da parte
degli spettatori.
Al di là di un superficiale divertimento visivo e di
un tono scanzonato (è meglio non prendersi troppo
sul serio con operazioni del genere), non c’è
nient’altro degno di nota; questo film non solo rispolvera
gli ormai abusati temi delle cospirazioni e di improbabili
segreti storici, ma lo fa senza creatività e con numerosi
buchi logici e trovate raffazzonate che cadono più
volte nel ridicolo involontario.
Sul
fronte degli interpreti, a parte la presenza insignificante
di un Nicholas Cage la cui espressività risulta involversi
con il tempo, risultando imbarazzante soprattutto quando deve
fare il protagonista “simpatico” di blockbuster
(vedi gli orridi “Ghost Rider” oppure “Via
in 60 Secondi”), giudichiamo totalmente sprecato
un ottimo cast di attori co-protagonisti quali Harvey Keitel,
John Voight, Ed Harris ed il premio Oscar Helen Mirren: tutti
grandi interpreti qui presenti per esigenze di portafoglio
e titolari di performance minimaliste in tono con il film,
ma comunque di una classe infinitamente superiore a quella
del protagonista Cage (con parrucchino) e della sua scialba
patner Diane Kruger.
In sintesi, nonostante il ricco budget, le ambizioni e la
resa finale de “Il Mistero delle Pagine Perdute”
sono modestissime ed il pubblico deve accontentarsi di un
fumettone fracassone e superficiale come ormai l’industria
di Hollywood ci ha tristemente abituato.
Marco
Valerio