“Il
Caimano” è il titolo della pellicola che dovrebbe
salvare Bruno Bonomo (Silvio Orlando), produttore di B-movies
in piena crisi coniugale ed oberato di debiti, dalla bancarotta.
Durante una rassegna cinematografica, Bruno incontra Teresa (Jasmine
Trinca), aspirante regista che gli consegna appunto la sceneggiatura
del film, il cui tema centrale è la storia dell’ascesa
di Berlusconi da imprenditore a uomo politico e del dilagare del
fenomeno del “berlusconismo”. Dopo tante indecisioni,
letta e riletta la storia, immaginato lo sviluppo, Bruno si convince
ed accetta tra mille difficoltà di realizzare il lungometraggio
sul Presidente del Consiglio che, una volta tiratosi indietro
l’attore prescelto per il ruolo (Michele Placido), viene
alla fine paradossalmente interpretato dallo stesso Moretti!!!
Lasciato dal protagonista ed anche dal finanziatore, Bruno decide
di andare avanti lo stesso con il film autoproducendolo e portando
sul grande schermo -per mancanza di soldi- solo la scena finale
del film ambientata nel Tribunale di Milano.
Il film è un velato attacco politico-satirico al Premier
Berlusconi dai toni agrodolci e quasi grotteschi, che si alterna
alle vicende dello sfacelo familiare in cui Bonomo vive e a tutto
il marcio che c’è dietro il mondo del cinema, alla
volubilità degli addetti ai lavori, alla paura di esporsi
di fronte a temi politici e, quindi, a possibili complicazioni
causate dalle istituzioni.
E Moretti, più che una critica serrata alla sua persona
ed alla sua politica, cerca di mettere in luce la parabola discendente
non solo di un uomo in piena crisi che non ha fatto altro che
accumulare leggi ad personam e figuracce a livello internazionale,
ma soprattutto di un Paese che dietro ad apparenti lustrini e
pailettes è in una fase di totale “regresso”
nei confronti del resto del Mondo. Un finale quasi apocalittico,
ma…. “Va tutto bene”, come qualcuno continua
a ripetere da ormai cinque anni…
Valeria
Marinaccio