Ogni
tanto è un piacere imbattersi in un piccolo, gradevole
film italiano, specie se è realizzato anche molto bene.
“Il 7 e l’8” è una commedia leggera
e garbata interpretata dal duo comico di “Zelig”
Ficarra & Picone che qui non si limitano a fare i cabarettisti
sul grande schermo recitando una serie di sketch, ma si rivelano
attori veri e propri, protagonisti di una storia variegata
e credibile.
I due interpretano Tommaso e Daniele, due trentenni diversissimi
tra loro che un giorno, per caso, si “scontrano”
per strada: il primo è uno svogliato studente universitario
con fidanzata, vita e futuro perfetti e programmati mentre
il secondo è un piccolo truffatore cresciuto per la
strada che vive di espedienti. Non c’è niente
che li accomuni, eppure, per uno scherzo del destino, scopriranno
prima di essere nati nello stesso giorno e nello stesso ospedale
e poi addirittura di essere stati scambiati nella culla da
neonati (il numero 7 e l’8 del titolo), vivendo l’uno
la vita dell’altro.
Non stiamo parlando di un capolavoro, ma certamente questo
è un film scritto in maniera onesta, dallo sviluppo
elementare ma gradevole e coinvolgente, che non disdegna (al
pari del primo film di Ficarra & Picone) anche una certa
dose di satira politico-sociale.
Siamo quindi un pò lontani dalle odierne e stanche
pellicole comiche che spesso si producono da noi, piuttosto
osiamo dire di essere dalle parti della vera, classica commedia
all’italiana, quella degli equivoci, magari scritta
anche bene e che fa da specchio all’attualità
del nostro paese nella tradizione dei vari Dino Risi, Monicelli
oppure Alberto Sordi, Tognazzi, Gassman. Ed infatti, questo
film si rivela un ottimo prodotto d’intrattenimento,
spumeggiante (soprattutto nel primo tempo, di meno nel secondo)
e farsesco, con una storia asciutta e non gratuita che, con
molta attenzione per i particolari, propone una serie di intrecci
coerenti con le premesse, ricchi di momenti comici (affidati
spesso alla verve dei due protagonisti) che non sono assolutamente
fini a sé stessi.
Il film si arricchisce anche della presenza di ottimi attori
caratteristi come Arnoldo Foà e Remo Girone (in due
piccoli cameo), insieme ai bravi Tony Sperandeo, Andrea Tidona
e Lucia Sardo che contribuiscono a porre questa pellicola
su un gradino superiore rispetto a tante altre di genere.
Questo avviene grazie soprattutto ad una sceneggiatura semplice
e lineare, mai banale né volgare, ben interpretata
da un Ficarra & Picone molto espressivi e ben narrata
da una regia fluida e priva di orpelli. Ottime e non scontate,
infine, le ambientazioni siciliane.
Marco
Valerio