Poesia.
Sì, questo è il termine giusto per definire questa
bellissima storia d’amore, drammatica, forte, intensa, struggente,
raccontata dal grande Ang Lee con una delicatezza che nessun altro
regista sarebbe riuscito a rendere così bene sul grande
schermo.
Le vicende, tratte dall'omonimo racconto del premio Pulitzer Anne
Proulx,
si snodano nei primi degli anni ’60 a Signal, nel Wyoming.
Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal), giovani
cowboys, vengono assunti per la stagione estiva come pastori e
mandati a pascolare le pecore a Brokeback Mountain. Più
chiuso e silenzioso il primo, più espansivo ed impulsivo
il secondo, i due ragazzi giorno dopo giorno parlano, fanno conoscenza,
si confidano, raccontano del loro passato e delle speranze per
il futuro e presto si rafforza una leale amicizia che per gioco
si trasforma in qualcosa di più intimo. Dopo i ripetuti,
virili ed impetuosi “incontri d’amore”, alla
fine dell'estate i due lasciano Brokeback per imboccare ognuno
la propria strada, consapevoli che con la mentalità provinciale
del tempo, legata alla tradizione ed al machismo, nonostante il
reciproco sentimento fosse fortissimo, la loro condizione era
assai pericolosa. Ennis sposa Alma (Michelle Williams), che gli
darà due figlie, mentre Jack, in Texas, sposa Laureen (Anne
Hathaway), con la quale entra in affari e con la quale avrà
un figlio. A distanza di quattro anni, Jack invia ad Ennis una
cartolina, con la quale lo informa di una sua visita nel Wyoming.
I due si riabbracciano dopo lungo tempo e decidono di continuare
a vedersi e ad amarsi in segreto, in nome di quella passione nata
a Brokeback Mountain che non li ha mai abbandonati e che durerà
per più di vent’anni.
Lee riesce a trattare un argomento così delicato come quello
dell’omosessalità nell’America provinciale
degli anni Sessanta senza scadere mai nella volgarità,
senza mai disturbare, ma anzi con un tocco così poetico
e lieve tale da coinvolgere emotivamente gli spettatori e far
commuovere. Straordinaria l’interpretazione dei due protagonisti,
convincente, misurata e mai estrema, fatta di sguardi, grande
fisicità e sentimenti non espressi, interpretazione che
va ad arricchire ancor più una pellicola già altamente
riuscita.
Molto bella e coinvolgente la scena il cui Ennis stringe fra le
sue braccia la camicia indossata venti anni prima da Jack e quella
finale con la solenne promessa che lo stesso Ennis fa al suo amato:
“Jack, ... lo giuro!”.
Un’epica storia d’amore, elegante ed appassionata,
intima e suggestiva con una rara forza emozionale che merita davvero
di essere vista sul grande schermo e che incita a vivere a pieno
l’amore ed i momenti della vita in cui ci si sente toccati
dalla felicità.
Valeria
Marinaccio