Nella
piccola città di Haven, in Louisiana, cominciano ad
avvenire degli strani fenomeni corrispondenti alle dieci piaghe
d’Egitto narrate nella Bibbia, ma comunque tutti aventi
una ragione scientifica plausibile che li giustifica. Ad investigare
su di essi viene mandata Katherine Winter (Hilary Swank),
un'ex-missionaria che ha perso la propria fede a causa della
morte del marito e della figlia in un terribile incidente
ed è diventata una scettica esperta di questioni religiose.
Katherine affronta l’indagine con un approccio scientifico,
ma ben presto si accorgerà di aver bisogno della propria
fede per venire a capo di una serie di eventi sempre più
sovrannaturali (un fiume pieno di sangue oppure invasioni
di locuste), che appaiono collegati a Loren, una bambina in
pericolo di vita.
Con I SEGNI DEL MALE siamo dalle parti dei thriller sovrannaturali-biblici
stile “L’Esorcista”, “Rosemary Babies”
o “Il Presagio”, i cui ingredienti vengono però
mixati senza troppa fantasia e convinzione, frullati in maniera
moderna e sviluppati con uno stile narrativo artificioso,
ritmo lento ed abbondanza di effetti speciali.
Ed è proprio la massiccia presenza degli effetti speciali
che banalizza ulteriormente una storia, di per sé già
debole, che avrebbe potuto dare di più se fossero state
curate maggiormente le atmosfere e le caratterizzazioni dei
personaggi piuttosto che prediligere solo il lato visivo-spettacolare.
Sembra infatti che si sia voluto insistere solo su un facile
effetto anziché sui contenuti, visto che tanto la trama
quanto la regia del poco ispirato Stephen Hopkins non riescono
a sviluppare in maniera profonda né costruttiva tutti
gli aspetti psicologici, situazionistici e teleologici che
il film vorrebbe raccontare.
Nonostante comunque qualche buon elemento, come l’allegoria
tra bene e male, il conflitto tra fede e ragione oppure il
colpo di scena finale, in questo film tutto sa di già
visto, con una sceneggiatura povera di idee originali e di
situazioni di forte impatto (firmata dagli autori di “La
Maschera di Cera”) che non permette a questo film di
differenziarsi dalle tante altre pellicole horror del passato.
I SEGNI DEL MALE lascia quindi il tempo che trova, annoiando
il pubblico che non si lascia sedurre né dalle scene
d’azione né dagli effetti speciali, avendo giusto
qualche brivido grazie al solito stratagemma dei colpi di
scena fobici (i cosiddetti momenti strizza), realizzati con
l’aumento improvviso del livello degli effetti sonori.
La protagonista Hilary Swank è bella e vibrante, ma
irrimediabilmente spaesata e, quindi, in linea con le confuse
direzioni narrative di questo polpettone mistico-horror che
cita le atmosfere di alcuni film degli anni ’70, senza
avvicinarsi minimamente al loro livello.
Marco
Valerio