Lewis,
piccolo genietto dalle mille sfaccettature, è un ragazzino
che vive da dieci anni in un orfanotrofio, sperando di essere
finalmente adottato da qualcuno e di avere la famiglia che
ha sempre sognato.
Tra un colloquio ed un altro con i “potenziali”
genitori, si diletta ad inventare sempre nuovi marchingegni
e diavolerie straordinarie, sua grande passione fin dalla
nascita. E, tra questi, lo Scanner Mnemonico, un aggeggio
ancora tutto da perfezionare, capace di poter vedere nel passato
e tale da permettergli di ritrovare la sua vera famiglia mai
conosciuta.
Ma, quando incontra inaspettatamente il misterioso Wilbur
Robinson, la sua vita subisce una svolta incredibile. Lewis
si ritroverà nell’ “universo del possibile”,
un mondo dove tutto è concesso, senza limitazioni di
alcuna sorta: il futuro. E sarà proprio qui che si
imbatterà in tutta una serie di personaggi strambi,
divertenti ed incredibili ed in una eccentrica famiglia che
va oltre l'immaginazione più sfrenata, i Robinson.
Grazie a loro il ragazzo scoprirà tantissimi segreti
e si renderà conto ancor più della sua illimitata
abilità di inventore. Ma… come in ogni avventura
animata, il protagonista dovrà vedersela con il cattivo
di turno, l’Uomo con la Bombetta, che gli darà
non poco filo da torcere cercando di impedirgli in tutti i
modi di ritornare a casa…
Personaggi strabilianti, gags simpaticissime, fantasmagoriche
trovate visive e colpi di scena a non finire in questa nuova
pellicola Disney che, però, ha come tematica fondamentale
quella della famiglia e sfrutta la figura dell’orfano
(come in altri film quali “Cenerentola”, “Dumbo”,
“Il Libro della Giungla”, solo per citare alcuni
esempi) proprio per porre l’attenzione dello spettatore
sul lato affettivo. Infatti, I ROBINSON è una pellicola
che da un lato approfondisce gli aspetti dell’amore
familiare concepito però nell’ottica più
moderna di “famiglia articolata” del nuovo millennio,
dall’altro punta ad enfatizzare il concetto del prendere
coscienza di sé, delle proprie attitudini e propensioni,
della propria vita e del guardare avanti assecondando le proprie
passioni senza mai abbattersi.
Tratto dal romanzo illustrato di William Joyce dal titolo
“A Day with Wilbur Robinson”, I ROBINSONS è
un film molto ricco dal punto di vista visivo, vario e creativo,
pur rifacendosi a molti classici del cinema ed in cui è
ben evidente una comicità alquanto parlata ed una trama
tanto semplice quanto interessante per i suoi paradossi.
Evidente è la cura messa nella realizzazione dell’animazione,
con un team di più di 60 persone coordinate da Michael
Belzer (di provenienza Pixar): i complessi movimenti di camera,
l’uso di ottimi effetti di luce, l’attenzione
posta ad ogni più piccolo dettaglio, l’espressività
dei personaggi ed i loro movimenti fluidi rendono questo film
davvero eccelso da un punto di vista tecnico, nettamente superiore
alle pellicole precedenti, soprattutto per il realismo e la
solidità che esso comunica.
Di tutto rispetto è anche la parte audio, con le musiche
composte dal grande Danny Elfman, a cui si affiancano le canzoni
di Rufus Wainwright e della pop star Rob Thomas.
Il cast voci vanta doppiatori illustri, tra i quali spiccano
i nomi di Angela Bassett, Laurie Metcalf, Adam West ed piccoli
ma già bravissimi Jordan Fry e Daniel Hansen, mentre
in Italia la situazione e ben diversa -per non dire davvero
“oscena”-, dovendoci sorbire ed accontentare delle
voci dell'allenatore di calcio Serse Cosmi, di Carlo Conti,
Tiberio Timperi e Francesco Venditti, solo per citare alcuni
nomi da far venire i brividi!
Nel complesso si può dire che I ROBINSON è un
buon prodotto, con quel tocco di demenzialità che già
era presente in una pellicola classica quale “Alice
nel Paese delle Meraviglie”, e quel rifarsi alla saga
di “Ritorno al Futuro” per il suo complesso sovrapporsi
di piani temporali, che lo rendono appetibile a tutti i palati
e a tutte le età e che fa ben sperare in prossimi capolavori
firmati Disney, perché –come insegna lo stesso
film- «Bisogna andare sempre avanti e pensare al futuro
senza rimanere intrappolati nel passato».
Valeria
Marinaccio