I ROBINSON - UNA FAMIGLIA SPAZIALE

Titolo originale: Meet the Robinsons
Genere: Animazione
Regia: Stephen J. Anderson
Sceneggiatura: Jon Bernstein
Cast voci (originali): Angela Bassett, Paul Butcher, Spencer Fox, Jordan Fry, Laurie Metcalf, Kelly Ripa, Tom Selleck, Adam West, Harland Williams
Colonna Sonora: Danny Elfman, Rufus Wainwright
Produzione: Walt Disney Pictures
Paese d'orgine: USA - 2007
Durata: 102 minuti

 

Lewis, piccolo genietto dalle mille sfaccettature, è un ragazzino che vive da dieci anni in un orfanotrofio, sperando di essere finalmente adottato da qualcuno e di avere la famiglia che ha sempre sognato.
Tra un colloquio ed un altro con i “potenziali” genitori, si diletta ad inventare sempre nuovi marchingegni e diavolerie straordinarie, sua grande passione fin dalla nascita. E, tra questi, lo Scanner Mnemonico, un aggeggio ancora tutto da perfezionare, capace di poter vedere nel passato e tale da permettergli di ritrovare la sua vera famiglia mai conosciuta.
Ma, quando incontra inaspettatamente il misterioso Wilbur Robinson, la sua vita subisce una svolta incredibile. Lewis si ritroverà nell’ “universo del possibile”, un mondo dove tutto è concesso, senza limitazioni di alcuna sorta: il futuro. E sarà proprio qui che si imbatterà in tutta una serie di personaggi strambi, divertenti ed incredibili ed in una eccentrica famiglia che va oltre l'immaginazione più sfrenata, i Robinson. Grazie a loro il ragazzo scoprirà tantissimi segreti e si renderà conto ancor più della sua illimitata abilità di inventore. Ma… come in ogni avventura animata, il protagonista dovrà vedersela con il cattivo di turno, l’Uomo con la Bombetta, che gli darà non poco filo da torcere cercando di impedirgli in tutti i modi di ritornare a casa…
Personaggi strabilianti, gags simpaticissime, fantasmagoriche trovate visive e colpi di scena a non finire in questa nuova pellicola Disney che, però, ha come tematica fondamentale quella della famiglia e sfrutta la figura dell’orfano (come in altri film quali “Cenerentola”, “Dumbo”, “Il Libro della Giungla”, solo per citare alcuni esempi) proprio per porre l’attenzione dello spettatore sul lato affettivo. Infatti, I ROBINSON è una pellicola che da un lato approfondisce gli aspetti dell’amore familiare concepito però nell’ottica più moderna di “famiglia articolata” del nuovo millennio, dall’altro punta ad enfatizzare il concetto del prendere coscienza di sé, delle proprie attitudini e propensioni, della propria vita e del guardare avanti assecondando le proprie passioni senza mai abbattersi.
Tratto dal romanzo illustrato di William Joyce dal titolo “A Day with Wilbur Robinson”, I ROBINSONS è un film molto ricco dal punto di vista visivo, vario e creativo, pur rifacendosi a molti classici del cinema ed in cui è ben evidente una comicità alquanto parlata ed una trama tanto semplice quanto interessante per i suoi paradossi.
Evidente è la cura messa nella realizzazione dell’animazione, con un team di più di 60 persone coordinate da Michael Belzer (di provenienza Pixar): i complessi movimenti di camera, l’uso di ottimi effetti di luce, l’attenzione posta ad ogni più piccolo dettaglio, l’espressività dei personaggi ed i loro movimenti fluidi rendono questo film davvero eccelso da un punto di vista tecnico, nettamente superiore alle pellicole precedenti, soprattutto per il realismo e la solidità che esso comunica.
Di tutto rispetto è anche la parte audio, con le musiche composte dal grande Danny Elfman, a cui si affiancano le canzoni di Rufus Wainwright e della pop star Rob Thomas.
Il cast voci vanta doppiatori illustri, tra i quali spiccano i nomi di Angela Bassett, Laurie Metcalf, Adam West ed piccoli ma già bravissimi Jordan Fry e Daniel Hansen, mentre in Italia la situazione e ben diversa -per non dire davvero “oscena”-, dovendoci sorbire ed accontentare delle voci dell'allenatore di calcio Serse Cosmi, di Carlo Conti, Tiberio Timperi e Francesco Venditti, solo per citare alcuni nomi da far venire i brividi!
Nel complesso si può dire che I ROBINSON è un buon prodotto, con quel tocco di demenzialità che già era presente in una pellicola classica quale “Alice nel Paese delle Meraviglie”, e quel rifarsi alla saga di “Ritorno al Futuro” per il suo complesso sovrapporsi di piani temporali, che lo rendono appetibile a tutti i palati e a tutte le età e che fa ben sperare in prossimi capolavori firmati Disney, perché –come insegna lo stesso film- «Bisogna andare sempre avanti e pensare al futuro senza rimanere intrappolati nel passato».

Valeria Marinaccio