I FANTASTICI QUATTRO E SILVER SURFER

Titolo Originale: The Fantastic Four: Rise of the Silver Surfer
Genere: Fantascienza/Azione/Commedia
Regia: Tim Story
Sceneggiatura: Don Payne & Mark Frost
Cast: Jessica Alba, Chris Evans, Michael Chiklis, Ioan Gruffudd, Julian McMahon, Doug Jones
Colonna Sonora: John Ottman
Produzione: 20th Century Fox
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 92 minuti

 

Tornano in questo sequel i Fantastici Quattro, la famiglia di supereroi dei fumetti della Marvel, stavolta alle prese con una minaccia di proporzioni cosmiche. Alla vigilia del matrimonio tra l’allungabile Reed “Mr. Fantastic” Richards e la fidanzata Sue “La Donna Invisibile” Storm, giunge sulla terra un alieno argenteo dotato di grandi poteri che, al suo passaggio, provoca inspiegabili incidenti energetici e climatici su tutto il pianeta. Contattati dall’esercito, i Fantastici Quattro cominciano ad investigare sulla misteriosa presenza dell’alieno, battezzato “Silver Surfer” (Surfista d’Argento), riuscendo alla fine a separarlo dalla sua asse volante, fonte dei suoi poteri. Imprigionato dall’esercito, il Silver Surfer rivela di non essere altro che il riluttante araldo di un entità galattica potentissima che si alimenta dell’energia geotermica ed organica dei pianeti, distruggendoli al suo passaggio. Le cose si complicheranno ulteriormente a causa del ritorno di Victor Von Doom, nemico del quartetto e villain nel precedente film, il quale riuscirà ad impossessarsi della tavola e dei poteri del Surfer, fino ad una cataclismatica conclusione che porterà l’umanità sull’orlo dell’estinzione con l’arrivo di Galactus, il Distruttore di Mondi.

Tempo fa, recensendo un’altra pellicola del genere “supereroistico”, riflettevo sul fatto che quando si realizza un film su un personaggio dei fumetti il segreto fondamentale perché esca bene è che sia, paradossalmente, il più realistico possibile cioè che possa sembrare plausibile nella vita di tutti i giorni. Tutto sta nel lavorare sulla sceneggiatura in maniera fine e cesellata, evitando esagerazioni, buchi logici o scorciatoie narrative. Purtroppo sono pochi i film di questo tipo che hanno seguito queste semplici (eppur impegnative) regole e dopo pellicole deludenti uscite quest’anno come “Spiderman 3” o “Ghost Rider” anche questo “I Fantastici Quattro e Silver Surfer” –fin dal titolo da cartone animato- si aggiunge alla nutrita schiera di “fumettoni” per il grande schermo, spettacolari dal lato visivo, ma assolutamente pasticciati, incoerenti ed improbabili da quello logico-narrativo.
Questo sequel è comunque migliore del precedente episodio (ma non ci voleva poi molto…), con il regista Tim Story che dimostra un’evoluzione del suo timbro registico con un approccio narrativo meno leggero e superficiale del primo episodio. Tra le virtù di questa pellicola c’è anche l’esordio “dal vivo” di un personaggio dei comics affascinante e poetico come il Silver Surfer, una sorta di Amleto alieno che, seppur in parte, il film riesce ad illustrarne le complesse sfumature.

I lati positivi di questo film finiscono qua, visto che comunque non è altro che un prodotto d’intrattenimento leggero e fracassone che al di là di un rilevante aspetto ludico-visivo a base di effetti speciali non offre molto altro; la storia è esilissima, poco approfondita e poco giustificata, tanto nelle sue premesse quanto negli sviluppi narrativi che risultano abbastanza scontati. Le caratterizzazioni dei protagonisti sono rappresentate in maniera così superficiale e puerile da apparire francamente come dei beoti (i peggiori sono Mr. Fantastic e la Torcia Umana), così come anche i dialoghi e le dinamiche relazionali nel film sono improntate su un livello estremamente elementare.

Per quanto riguarda le performance degli interpreti, Julian McMahon è molto bravo nell’interpretare un villain ambiguo ed affascinante come Von Doom, almeno fino a quando non indossa il costumone corazzato con cui perde personalità; ottima poi la prova dell’attore-mimo Doug Jones che interpreta il carachter di Silver Surfer, più credibile e naturale come personaggio Sfx rispetto a tutti gli altri interpreti in carne ed ossa.
Deludenti, infatti, sono le interpretazioni degli altri attori del cast (eppure hanno fatto di meglio, vedi Chris Evans nel film “Sunshine” oppure Michael Chiklis e Ioan Gruffudd nei serial “The Shield” e “Hornblower”), ma è doveroso dire che qualsiasi possibilità di apportare sfumature o elementi di spessore ai rispettivi ruoli è stata negata da una sceneggiatura vuota di contenuti nonché da una regia più attenta alle scene d’azione che a quelle introspettive, quest’ultime eteree come l’aria e rovinate ulteriormente da uno scarso equilibrio tra toni drammatici e momenti comici nella storia.
Concludendo, “I Fantastici Quattro e Silver Surfer” è un film che ha senso vedere solo se si è appassionati di fumetti con anni di lettura alle spalle degli albi del quartetto, ma irrimediabilmente poco fruibile per tutti gli altri spettatori.

Paolo Pugliese