HOLY WATER

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia
Regia: Tom Reeve
Sceneggiatura: Michael O’Mahony
Cast: Cian Barry, Linda Hamilton, John Lynch, Susan Lynch, Lochlann O'Mearain, Adam Astill, Angeline Ball, Deirdre Mullins, Ray Callaghan, Lisa Catara, Cornelius Clarke, Dara Clear, Chrissie Cotterill
Produzione: Feature Productions
Paese d’origine: GB - 2009
Durata: 95 minuti
Data di uscita: 11 Marzo 2011

 

Per quattro scapoli del villaggio di Killcoulin's Leap la vita trascorre in maniera lenta e monotona. Il remoto paesino irlandese non da prospettiva alcuna: niente lavoro, pochissime donne in età da marito e la vita notturna è praticamente inesistente. Il gruppetto di amici sembra essere impantanato a vivere il resto dei loro giorni all'insegna di una noia infinita, ma quando uno di loro decide di partire alla ricerca di miglior fortuna, gli altri ritengono sia giunto il momento di agire. Se solo potessero raggranellare del denaro, la via di fuga sarebbe aperta. In breve ordiscono un piano: rapinare un carico di Viagra per poi rivenderlo sulla piazza di Amsterdam. Dal momento che le pillole contro la disfunzione erettile sono del tutto legali, questo non farebbe di loro degli spacciatori di droga... almeno in teoria. Il piano sembra funzionare e, dopo una serie di disavventure, i nostri eroi riescono finalmente a mettere le mani sul prezioso carico. Ma c'è un problema: la merce che pensavano potesse avere un valore di alcune migliaia di sterline in realtà vale 63 milioni di dollari e la ditta Pfizer (che produce il Viagra) decide invece di inviare dagli Stati Uniti una squadra investigativa per ritrovare la refurtiva e mettere le mani sui ladri. I quattro si trovano a dover improvvisare, nascondendo la merce nel pozzo della sorgente della città chiamato "dell'acqua santa". Ma come talvolta può accadere, il prezioso contenuto viene a contatto con l'acqua potabile della falda usata dal villaggio, a causa della rottura di uno dei contenitori. E solo questione di giorni e uno dei più sonnolenti paesini irlandesi si trasforma in uno dei più attivi sul fronte sessuale.

Arrivato con due anni di ritardo nelle sale italiane, “Holy Water” è un film ruffiano, pretestuoso nella sua idea di base e minimalista nel suo sviluppo. La ruffianeria è costituita dal suo rivestirsi della connotazione di “commedia sociale”, alla quale il cinema inglese deve il suo rilancio in questi ultimi anni, presentando invece una desolante povertà di idee e nessuna intenzione di approfondimento degli aspetti della realtà locale britannica per poter poi usarne il contesto come sfondo significativo per storie, concetti e personaggi. Nello specifico, avendo come modello di riferimento “Full Monthy”, capostipite della nuova tendenza cinematografica britannica, “Holy Water” vorrebbe inserirsi nel filone delle commedie proletarie, la cui caratterista principale è che i toni brillanti devono sommarsi a precise connotazioni di critica e denuncia sociale e politica; niente di tutto questo invece accade nel film, la cui trama, radicata nel background di un piccolo villaggio irlandese con bassissime prospettive da un punto di vista di lavoro e di vita sociale, è solo un pretesto per imbastire una sgangherata storia alla “Soliti Ignoti”, con una banda di improvvisati e sprovveduti rapinatori le cui vicende sono narrate in maniera improbabile e raffazzonata. La storia è costituita da una caratterizzazione banale e stantia per quanto riguarda i personaggi presenti, oltre che da sviluppi rozzi e scalcagnati sul fronte narrativo che finiscono per virare sul pecoreccio becero quando le pillole di Viagra finiscono nella falda acquifera del villaggio, provocando un inarrestabile appetito sessuale nei residenti: espediente quanto meno approssimativo ed ignorante, visto che la famosa pillola blu è un semplice vasodilatatore e non certo un potente afrodisiaco.

Regia anonima e cast composto da attori poco convinti e poco espressivi alle prese con ruoli superficiali e fin troppo sopra le righe per risultare simpatici al pubblico: tra loro svettano i fratelli John e Susan Lynch (la coppia di consanguinei che gestiscono lo scalcagnato hotel del villaggio) oltre ad una sprecatissima (ed invecchiata) Linda Hamilton, che da Hollywood si ritrova qui in trasferta ad interpretare un personaggio che cita sé stessa ed il ruolo che le ha dato gloria anni fa, ovvero quello della guerriera Sarah Connor della saga di “Terminator”.

Paolo Pugliese