HO VOGLIA DI TE

Genere: Sentimentale
Regia: Luis Prieto
Sceneggiatura: Federico Moccia, Teresa Ciabatti
Cast: Claudio Amendola, Laura Chiatti, Riccardo Scamarcio, Filippo Nigro, Katy Louise Saunders, Maria Chiara Augenti, Giulia Gorietti, Galatea Ranzi, Claudio Bigagli
Produzione: Cattleya
Paese d'origine: Italia - 2007
Durata: 110 minuti

 

Step è il protagonista incontrastato di questo secondo capitolo che, dopo il successo di “Tre metri sopra il cielo” (tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia e diretto da Luca Lucini nel 2004), sta nuovamente trionfando ai botteghini e coinvolgendo emotivamente frotte di adolescenti sognanti che si immedesimano nei protagonisti, facendo proprie le loro storie.
Sulle note della popolarissima melodia “The passenger” di Iggy Pop si apre il sipario e si snodano le vicende di Step (alias Riccardo Scamarcio) dopo il suo rientro a Roma dagli States, Paese in cui era rimasto per due anni, cercando di superare il trauma della morte del suo migliore amico Pollo (Mauro Meconi), quello della perdita del suo primo grande amore, Babi (Katy Saunders), e di alleggerire il difficile rapporto con la madre (Caterina verteva) e con il proposito di tornare a casa pronto ad affrontare la vita da “adulti” e tutte le responsabilità che l’essere grandi comporta.
Nella capitale ritrova vecchi amici, ma sente dentro di sé che tutto è cambiato e decide di gettarsi nel mondo dello spettacolo, dove inconterà casualmente la travolgente Gin (Laura Chiatti), con la quale proverà ancora quelle sensazioni intensissime che solo Babi era riuscito ad infondergli ed il cui ricordo era ancora vivo in lui. Ma Ginevra riuscirà con il suo carattere e la sua forte personalità ad occupare il primo posto nel suo cuore.
Ispirato anche questa volta alle pagine di Federico Moccia, “HO VOGLIA DI TE” passa nelle mani del regista spagnolo Luis Prieto (dell'inedito “Condom Express” nel 2005), che si cimenta nell’universo degli adolescenti e dei giovani italiani di inizio millennio e, come nel caso della prima pellicola diretta da Lucini, anche questo sequel è destinato a divenire un vero e proprio teen- cult movie.
Accompagnato da una colonna sonora che ripropone tutte le hit del momento (Tiziano Ferro, Robbie Williams, Frou Frou, Cassandra Wilson, ecc.), “HO VOGLIA DI TE”, seppure riesca ad accendere gli animi ed i cuori innamorati di migliaia e migliaia di teenagers e ad invogliarli a leggere un libro, vedere un film e seguire i loro beniamini sul grandeschermo, può essere considerato quasi un mero prodotto commerciale confezionato ad hoc per il suo pubblico under 18. Le sorti di questa pellicola, che potrebbe essere benissimo avvicinata ad una fiction televisiva di quelle che ormai vanno tanto per la maggiore in tutti i palinsesti del nostro piccoloschermo, vengono a momenti risollevate solo dalla recitazione e dell’interpretazione dei due protagonisti. In uno scenario (sceneggiatura, cast, ambientazioni esclusivamente “parioline”, comicità piuttosto banale, ecc.) davvero mediocre, sono proprio Scamarcio e la Chiatti che danno un tono alla narrazione e che, proprio per non far mancare nulla, si cimentano anche in scene di sesso alquanto audaci per il target a cui si rivolge la pellicola.
Piuttosto negativo dal punto di vista sociologico è l’enfasi che viene messa su alcuni temi, come le pericolosissime gare di moto, la droga che fa sempre più leva fra le ragazzine, pronte a sballarsi e ad andare con chiunque, la voglia di apparire in TV ed il culto dell’estetica, della linea e del bello.
Quello che manca nel film è un po' di profondità, di realismo e veridicità, soppiantati da numerosi paradossi, frasi fatte e retorica trita e ritrita nei dialoghi finto-esistenziali degli attori, attori che quasi non esistono, finendo per essere un puro e un semplice contorno senza spessore e senza che ci sia nessuno che funzioni davvero.
“HO VOGLIA DI TE” vuole apparire a tutti i costi un film perfetto, un cinema fatto bene e con un’anima, ma in realtà è un’enorme bolla di luoghi comuni progettato e ragionato per toccare i tasti giusti, ad uso e consumo dei giovani spettatori,.

Valeria Marinaccio