HEREAFTER

Titolo Originale: Id
Genere: Drammatico
Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Peter Morgan
Cast: Matt Damon, Cécile De France, George e Frankie McLaren Bryce Dallas Howard, Richard Kind, Jay Mohr, Jenifer Lewis, Steve Schirripa, Mylène Jampanoï, Marthe Keller
Colonna Sonora: Clint Eastwood
Produzione: The Kennedy/Marshall Company, Malpaso Productions
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 129 minuti
Data di uscita: 5 Gennaio 2011

 

“Hereafter” racconta le storie di tre persone che vengono toccate dalla morte in modi diversi. George (Matt Damon) è un operaio americano con doti da sensitivo che gli hanno stravolto la vita, impedendogli di avere rapporti normali con le persone; Marie (Cécile de France) è una giornalista francese che ha avuto una esperienza tra la vita e la morte che ha sconvolto le sue certezze e la sua carriera; Marcus (Frankie McLaren) è un giovanissimo studente londinese che ha perso il fratello gemello in un incidente stradale e non si rassegna al vuoto che sente, cercando disperatamente delle risposte. Le loro storie finiranno con l’intrecciarsi e le loro vite verranno cambiate per sempre da quello che credono esista, o debba esistere, nell’aldilà.

Per la prima volta nella sua carriera, Clint Eastwood dirige un copione non suo, arricchendo il suo cinema realistico e d’impegno sociale con tematiche paranormali che vengono trattate senza pregiudizi nella sceneggiatura firmata da Peter Morgan, autore di “The Queen” e “Frost/Nixon”. L’ultima ed inconoscibile frontiera dell’esperienza umana, ovvero ciò che c’è dopo la morte, viene affrontata da Eastwood in maniera laica ed equilibrata, raccontando anche uno dei temi più ricorrenti del suo cinema, ovvero la solitudine esistenziale: solitudine che attanaglia i tre personaggi principali di questo film, segnati da un’esperienza con la morte che li annichilisce, ma che li porta anche su un nuovo percorso di vita, favorendone la rinascita.
Nonostante il tema principale, “Hereafter” si rivela una pellicola consolatoria ed ottimistica nel trattare sia il rapporto delle persone con la morte, che il dolore e l’elaborazione del lutto; il leit motiv ispiratore potrebbe essere l’opera di Charles Dickens che il personaggio di Matt Damon ascolta la sera tramite audiolibri: i dubbi e l’accettazione del mistero dell’aldilà vengono illustrati senza sbavature ed in maniera indipendente da convinzioni e dogmi religiosi. Eastwood è attentissimo ai dettagli delle personalità dei protagonisti e la sua regia impeccabile colma anche diverse lacune della sceneggiatura, evitando che la pellicola si trasformi in uno stucchevole polpettone semi-fantasy.

Nonostante infatti una certa imperfezione a livello narrativo, a causa di alcune forzature dello script per far intersecare le vite dei tre personaggi protagonisti, e nonostante la difficoltà di mantenere la tensione narrativa dovendo gestire tre storie parallele intramezzate, Eastwood dirige un film intenso, realistico e coinvolgente, narrato con grande sobrietà e proprietà di linguaggio cinematografico. L’inizio del film, con la ricostruzione del dramma dello Tsunami asiatico del 2004 vissuto in prima persona da uno dei protagonisti, è da scuola di cinema, spettacolare ed al tempo stesso drammatico, senza essere ridondante e celebrativo.
Molto bello e convincente il carachter del sensitivo interpretato da un Matt Damon ispirato e maturo.

Paolo Pugliese