Il
quinto anno di scuola di magia e stregoneria di Hogwarts sta
per iniziare, atteso impazientemente da Harry Potter. Ma non
comincia sotto i migliori auspici, dato che il nostro maghetto
inglese si ritrova tra le mani una lettera di espulsione!
Inizia così una nuova avventura, piena di misteri,
complotti, rivolte scolastiche, nuovi personaggi e tanta magia…
Con
questo film Harry Potter entra ufficialmente nell’età
adulta: irrompono nuove tematiche, dalle vicende amorose alla
contestazione giovanile e contemporaneamente si modifica e
diventa più complessa la caratterizzazione del protagonista,
alle prese con le consuete crisi che la crescita porta con
se, l’assunzione (e il rifiuto) della responsabilità,
un carattere più ombroso e spigoloso.
Insieme ad Harry Potter, cresce e si definisce meglio anche
il mondo magico che lo circonda, si esce finalmente dalle
anguste mura della scuola di Hogwarts per presentarci nuovi
luoghi e nuovi personaggi, con il Ministero della magia a
farla da protagonista, accompagnato dall’inevitabile
codazzo di intrighi politici e giochi di potere.
Un film che compie un passo avanti rispetto alle pellicole
precedenti e non si accontenta di ripercorrere stancamente
tematiche di successo ma già sfruttate. E questa atmosfera
di cambiamento la si percepisce sin dai primissimi minuti
di proiezione, con una sequenza iniziale molto cupa, presagio
di quel che avverrà in seguito. Il tempo dei giochi
e degli scherzetti innocenti è finito, ora si è
cresciuti e bisogna prepararsi alla guerra!
Ma
questa volta il nemico è ancora più insidioso,
perché non solo Voldemort si fa avanti direttamente,
ma imbastisce un complotto sotterraneo, infiltrandosi tra
le fila dei “buoni”, allo scopo di isolare e quindi
indebolire Harry Potter. Il quale, perso ad uno ad uno tutti
i suoi appoggi “adulti”, deve finalmente crescere,
assumersi (non sempre volentieri) le proprie responsabilità
e diventare a sua volta una guida per i suoi compagni, il
leader carismatico a cui il suo retaggio l’aveva destinato.
E sebbene è un passaggio indifferibile e inevitabile,
non per questo è meno traumatico e doloroso.
Dopo
quanto detto, non si può che dare un giudizio positivo
sul film, però… Ebbene sì, c’è
un però non indifferente: il finale è veramente
deludente. La carne messa al fuoco è proprio tanta,
ed era prevedibile che qualcosa si sarebbe persa per strada,
ma non immaginavo in tale quantità! Infatti, la montagna
ha partorito il classico topolino e dopo tanto seminare non
si riesce ad andare aldilà del solito combattimento
contro Voldemort, questa volta in stile Guerre Stellari, con
tanto di fulmini che escono dalle mani e inviti a cedere al
lato oscuro della forza (o qualcosa di simile…). Scontato.
Fiacco. Deludente. Tradisce molte delle attese che le due
ore precedenti avevano instillato nello spettatore.
C’è una tale sproporzione tra le trame create
e il finale così povero che si potrebbe pensare che
questo film andrebbe considerato non come indipendente, ma
come parte di una storia più ampia, da sviluppare meglio
e più degnamente nei prossimi episodi. Sarà
così?
Un
ultimo capoverso per concedere una menzione particolare a
Daniel Radcliff: oramai è destino che lui, per tutta
la vita professionale, sarà associato al personaggio
di Harry Potter, però in questo film ha dimostrato
di essere cresciuto molto, di saper recitare e quindi di poter
ambire anche a ruoli più impegnativi e per film di
diverso genere. Bravo!
Marcello
Colasuonno