Con
HAPPY FEET si segna un ulteriore traguardo nel campo dell’animazione
digitale e della motion capture: curatissimo, estremamente
spettacolare ed ultrarealistico sia per gli ambienti polari
sia per i personaggi che sono e si comportano da pinguini
(con tanto di movimenti tipici ed abitudini culinarie). Il
film racconta le avventure di Mambo, piccolo pinguino imperatore
che, a differenza di tutti gli abitanti della sua comunità
che sono intonati ed hanno una voce stupenda (i quali devono
scegliersi una canzone del cuore per conquistare l’anima
gemella), è stonato come una campana. Non valgono a
niente le lezioni di canto che i suoi genitori gli fanno prendere
da un’infallibile maestra, Mambo non riesce a tirar
fuori una sola nota giusta dalla sua ugola. Ma... il suo dono
è nelle zampe che, a suon di musica, non riescono proprio
a star ferme e a resistere e partono in un esilarante tip
tap. Nessuno però comprende la sua passione, nemmeno
la sua amata Gloria.
Considerato un pinguino anomalo e mal riuscito, un’onta
per la comunità, viene addirittura scacciato dal gruppo
dal capo pinguino Noha l’anziano, che lo addita come
il responsabile del periodo di carestia che i pinguini stanno
vivendo a causa della mancanza di pesce. Solo e malinconico,
il piccolo si allontana dal gruppo e, rifugiatosi su una sperduta
montagna, si imbatte in un gruppo di simpaticissimi e scanzonati
pinguini latini, che rimangono incantati dal suo modo di ballare
e che lo aiuteranno non solo a conquistare la sua Gloria,
ma anche a spingersi ai confini dell’Antartide e a scoprire
ed incontrare “l’uomo-alieno”, comprendendo
il vero motivo della mancanza di pesce e dei danni al loro
ecosistema.
HAPPY FEET è una pellicola divertente, piena di musica
(stupefacenti sono le scene di ballo corali e divertentissima
è la versione spagnola in play back di “My Way”
cantata dai pinguini messicani) e tecnicamente superiore a
qualsiasi altro film di animazione, con numerose scene spettacolari
davvero ben fatte ed intriganti che catturano visivamente
un pubblico di tutte le età.
La storia ha un'evoluzione gradevole e non scontata, con sviluppi
inaspettati ed un tono maturo adatto non solo ad uno spettatore
giovane, ma anche agli adulti: è infatti un film fortemente
educativo e didattico, senza essere però retorico o
moralistico, concentrato sui danni all'ecosistema perpetuati
dall'uomo e sui temi dell'emarginazione e della solitudine.
Inoltre, i personaggi sono psicologicamente ben caratterizzati
ed hanno uno spessore insolito per essere carachters d'animazione.
Le gags non sono molte -a differenza delle troppe canzoni,
però-, ma questo non influisce sulla narrazione generale,
in quanto un bel film di animazione non deve essere necessariamente
comico a tutti i costi ed HAPPY FEET ha molti elementi narrativi
e concettuali che lo rendono estremamente interessante, con
una storia molto aggraziata che contiene anche numerosi omaggi
cinematografici: dalle scene di 007 sulla neve alla corsa
del Millennium Falcon tra gli asteroidi, dallo Squalo a...Barry
White!
L’eclettico George Miller (che ricordiamo come l’inventore
di “Mad Max/Interceptor” e di “Babe, maialino
coraggioso”), coadiuvato da una produzione e da uno
staff di animazione come la Animal Logic Film, assicurano
al film un livello tecnico eccelso, alla pari con la Pixar
e la Dreamworks. Insomma, una vera gioia per gli occhi, che
rimangono incantati a guardare inseguimenti vorticosi nelle
acque e sui ghiacci, danze corali, scenari da favola, il tutto
accompagnato in originale da un cast voci senza pari (Elijah
Wood, Nicole Kidman, Robin Williams Hugh Jackman, Nicole Kidman,
Hugo Weaving, ecc.), purtroppo inesistente nella versione
in lingua italiana.
Valeria Marinaccio