HANNA
 
Titolo Originale: Id.
Genere: Azione, Spionaggio, Drammatico
Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Seth Lochhead e David Farr
Cast: Cate Blanchett, Saoirse Ronan, Eric Bana, Olivia Williams, Michelle Dockery, Dee Bradley Baker, TombHollander, Jessica Barden, John MacMillan, Nathan Nolan
Colonna Sonora: Chemical Brothers
Produzione: Marty Adelstein Productions
Paese d’origine: Gran Bretagna / Germania / USA - 2010
Durata: 120 minuti
Data di uscita: 12 Agosto 2011

 

A 16 anni Hanna (Saoirse Ronan) non conosce altro che una casa nascosta nel fitto di un bosco, nella Finlandia settentrionale, dove vive con il padre Erik (Eric Bana). Il genitore, un ex-agente segreto in fuga dalla sua agenzia corrotta, l’ha addestrata per essere un killer perfetto e spietato, in grado di affrontare qualunque situazione avversa e sopravvivere in qualsiasi terreno, ma a costo della sua stessa innocenza, forzandola a diventare una persona gelida e iperrazionale. Un giorno Erik decide che Hanna è pronta ad iniziare la missione per la quale l’aveva duramente preparata. Prima che lei e suo padre possano riunirsi a Berlino come pianificato, Hanna deve seguire un elaborato piano per trovare la spietata Marissa Wiegler (Cate Blanchett), a capo dell’agenzia; nel corso del suo viaggio, si lega ad una famiglia francese in viaggio in camper che cerca di aiutarla, assaporando brevemente la vita di una normale adolescente...

Una ragazzina killer in cerca di vendetta, servizi segreti, fughe impossibili e dramma familiari irrisolti sono gli ingredienti principali di questa curiosa spy-story drammatica, che vanta il pregio di avere atmosfere molto distanti dai classici action di spionaggio made in Hollywood; la sua impronta ruvida, da favola crudele, avrebbe poi fatto la differenza (positiva) con altri film, ma purtroppo il risultato finale è lontano dall’essere perfetto, né è tantomeno godibile. L’idea di base di “Hanna” era sulla carta abbastanza intrigante, ma la sceneggiatura tocca vette di demenzialità involontaria, con buchi logici (vedi la fuga di Hanna dal centro di detenzione, girata in maniera astratta), incoerenze temporali (si salta da un luogo all’altro), nemici improbabili e l’ulteriore peso di una realizzazione fin troppo artefatta da parte del regista Joe Wright; la sua è una regia pretenziosa che, nella ricerca di un’originalità stilistica e minimalista, finisce per essere solo pasticciata. Con tagli obliqui della cinepresa, inquadrature fuori campo, messe a fuoco alterne e un montaggio altalenante, il film ha una sintassi narrativa ridondante e cacofonica, con sequenze d’azione alternate a lunghissime pause, quasi psichedeliche nel corso del racconto, che non aggiungono nulla alla caratterizzazione quanto mai sintetica dei personaggi principali (padre, figlia, matrigna cattiva), i quali, forse, avrebbero necessitato di qualche raccordo ed approfondimento psicologico ed esistenziale in più per risultare credibili.

“Hanna” è un film, insomma, che promette tanto, ma mantiene davvero molto poco, con vicende che anziché prendere progressivamente forma, si disperdono in trovate narrative incoerenti, condite da uno stilismo visivo fine a sé stesso che tenta, senza riuscirci pienamente, di tracciare il ritratto di una ragazzina borderline, predestinata ad un viaggio intimista di vendetta ed all’uso della violenza come semplice strumento, senza intaccare il candore della sua anima adolescenziale.
Tra le cose da salvare del film c’è sicuramente l’angosciante colonna sonora composta dal duo Chemical Brothers, oltre alla scelta (non casuale) di ambientare il combattimento risolutivo in un parco giochi per bambini, ed infine l’efficacia interpretativa sia di una gelida Cate Blanchett sia della giovane e talentuosa Saoirse Ronan, la quale dona ad Hanna quello spessore che sceneggiatura e regia non sono riusciti a dare.

Marco Valerio