HALF LIGHT

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantasy/Horror
Regia: Craig Rosenberg
Sceneggiatura: Craig Rosenberg
Cast: Demi Moore, Hans Matheson, Kate Isitt, Beans Balawi
Colonna Sonora: Brett Rosenberg
Produzione: Garth H. Drabinsky, Joel B. Michaels, Brian Oliver, Clive Parsons, Andreas Schmid
Paese d’origine: Gran Bretagna/Germania - 2006
Durata: 110 minuti

 

E’ un fatto abbastanza curioso e ciclico che in Italia, a fine stagione, i cinema siano presi d’assalto da un gran numero di horror. “Half Light” è un film che si discosta un po’ dalla massa di pellicole da gran guignol attualmente nelle sale (“The Omen”,“Il Custode”,“The Breed”) prediligendo invece un’impostazione d’atmosfera, una narrazione introspettiva ed una storia in bilico tra il fantasy gotico e l’horror psicologico. Con protagonista una ritrovata Demi Moore nel ruolo della scrittrice di best sellers Rachel Carlson, il film inizia già in maniera abbastanza fatale con il figlioletto della donna che muore annegato nel lungo prologo ai titoli di testa. Ritroviamo poi Rachel ad un anno di distanza che ancora non riesce a superare la perdita né riesce più a scrivere nonostante abbia già venduto i diritti del suo futuro libro.

Grazie ad un’ amica che le affitta un cottage vicino ad un villaggio di pescatori in Scozia, Rachel si trasferisce con la speranza di trovare pace e serenità per ultimare il romanzo. Ma nella casa, abbastanza isolata, la donna è perseguitata dalle visioni di suo figlio (un fantasma o un’allucinazione?) e troverà aiuto nel guardiano del faro vicino, con cui finirà per intrecciare una relazione salvo fare un’inquietante scoperta (che non vi riveleremo) che la metterà in una situazione tale da rischiare la sua stessa sanità mentale. “Half Light”, come accennato prima, è un prodotto anomalo perché non è tecnicamente un horror ne è un fantasy, nonostante una caratterizzazione paranormale ed un’atmosfera grigia.

E’ un film che, nonostante lo sviluppo certamente non perfetto ed il finale prevedibile, si dimostra un prodotto dalle buone intenzioni e comunque a livello narrativo abbastanza superiore alle aspettative. Un film che, più che raccontare, cerca di creare un clima malsano e gotico, simile a quello di film come “La Casa sulla Scogliera” oppure “Rosemary's baby”, evidenziato anche da un ritmo lento di narrazione. Ma, al tempo stesso, il film gioca sulla suspense dicotomica tra ciò che può essere vero e ciò che invece è frutto di allucinazioni, passando con una certa disinvoltura da un’impostazione paranormale ad una razionale, per poi tornare all’elemento arcano. Le intenzioni del regista sono degne di nota ma peccano alla fine un po’ di presunzione, non riuscendo a focalizzare perfettamente ambientazioni e suggestioni in bilico tra la realtà terrena e quella ultraterrena, appesantendo anche il secondo tempo con tematiche sentimentali. Il film rischia così di apparire solo come una sorta di lenta “preparazione” al colpo di scena finale, intrigante ma confinato in una risoluzione concitata tipica di qualsiasi film horror. Abbastanza sciatta infine Demi Moore ma, comunque, ancora bellissima nonostante siano passati 16 anni dal suo film più famoso “Ghost”, un’altra storia di fantasmi…

Marco Scaligeri