“Hairspray”
nasce nel 1988 come film dell’outsider John Walters
(“Cry baby”, “La Signora Ammazzatutti”),
diventa subito un musical di Broadway di successo e adesso
"completa" il suo viaggio tornando sul grande schermo
nella sua forma musicale.
“Hairspray” si potrebbe benissimo opporre a “Grease”,
essendo entrambi prodotti per capelli e musical, ma soprattutto
essendo entrambi uno spaccato degli anni 60 americani, ma
con una sottile differente: “Grease” gli anni
60, più spensierati e allegri, fatti di feste e musica,
“Hairspray” ce ne mostra il lato più di
politico e di transizione, gli anni 60 come fucina di cambiamenti
( "il nuovo avanza" annuncia più di una canzone).
La Giovane Tracy (Nikky Blonsky), sognatrice piccola ed in
carne (ma perfettamente a suo agio con la sua stazza) sogna
la Tv e l'amore, riesce a sfondare in un programma locale
grazie alla sua energia imponendosi ad un modello classico
di bellezza. Tracy è appunto il motore del cambiamento,
che coinvolgerà tutti, dalla madre oversize (John Travolta)
che passa ogni giorno in casa e che finalmente troverà
la forza e la voglia di uscire, all'intersa società
dei bianchi che comincerà a muoversi verso l'integrazione
con la gente di colore.
“Hairspray” è un film riuscitissimo, che
parla di temi forte e importanti, senza cadete nel faciloneria
del dramma e della tragedia stucchevole, anzi, lo fa in maniera
brillante ed intelligente, ricordandoci che non c'è
nulla di sbagliato ad essere diversi, che non è obbligatorio
omologarsi agli altri per essere accettati e che bisogna lottare
per quello in cui si crede.
La regia è dinamica e attenta, ricrea l'atmosfera colorata
degli anni 60 grazie ai costumi e agli ambientazioni sempre
azzeccate, ottima la performance degli attori, sia i grossi
nomi (John Travolta e Michelle Pfeiffer in primi, ma non scodiamoci
un esilarante Christopher Walken e una brava Queen Latifah
che ogni tanto azzecca il ruolo) ma a sorpresa anche i giovani,
l'esordiente e fresca Nikky Blonsky e la Teen-Star americana
Zack Efron reggono benissimo il ritmo e la scena.
Ma la parte da leone la fanno ovviamente i pezzi musicali,
vivaci e coinvolgenti, grazie ai testi brillanti e alle briose
coreografie che fanno venire voglia di alzarsi dalla poltrona.
Lasciando da parte le inutili polemiche che hanno accompagnato
il film in patria (dove si accusava Travolta di essere fuori
luogo visto la presunta Omofobia), “Hairspray”
è un film da vedere e rivedere, buono come di raro
se ne fanno.
Gianluca
Reina