HABEMUS PAPAM

Genere: Commedia
Regia: Nanni Moretti
Sceneggiatura: Nanni Moretti, Federica Pontremoli, Francesco Piccolo
Cast: Margherita Buy, Roberto Nobile, Michel Piccoli, Nanni Moretti, Jerzy Stuhr, Renato Scarpa, Franco Graziosi, Massimo Dobrovic, Leonardo Della Bianca
Produzione: Sacher Film, Le Pacte, Fandango
Paese d’origine: Italia - 2011
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 15 aprile 2011

 

Umano, troppo umano. Il pontificato pesa come un macigno, la memoria salta via come un tappo, e al nuovo papa fresco di elezione serve addirittura lo psicanalista. La fede a volte non basta, perché la forza dell'uomo scelto da Dio passa comunque per un involucro fatto di sangue, carne, debolezze. E la fumata bianca può avere i suoi effetti collaterali.
Nanni Moretti è il dottore prescelto, "il più bravo di tutti". Talmente bravo da essergli costato il matrimonio. Darwinista e lontano dalla religione, con lui i vetusti cardinali giocano persino a pallavolo. La noia e l'empatia tra i personaggi scavalcano gli steccati dell'impossibile, in un film in cui la proverbiale lentezza morettiana viene smorzata a dovere da una sapiente ironia. Ma “Habemus Papam” le alte sfere del cattolicesimo le deride soltanto per finta. Dietro la patina dell'indicibile, il regista girotondino restituisce giustizia alle infinite possibilità del libero arbitrio e del pensiero critico, attraverso un elogio della fuga con un protagonista a dir poco illustre. Nientemeno che il papa.

Moretti gongola nel suo film, e lo si nota dalla sua recitazione divertita. Eppure dissacra, ma non forza mai davvero. Più che una pellicola anticlericale, la sua ultima fatica è un affresco sulla fallibilità umana, sulla poca sostanza dei dogmi, sulla lontananza delle croci e degli edifici affrescati da quella che è la vita nuda e cruda. In sottofondo resta forse il desiderio mai rivelato di un pontificato diverso, fondato su una maggiore umiltà e sulla voglia di riflettere senza "a priori". Ma a uscirne malconci non sono tanto gli uomini con le tuniche, quanto i poveri cronisti dipinti spesso come inadatti, costretti a raccontare il nulla durante un'attesa che ha tutti i sintomi dell'inedito.

E' un papa di rarissima tenerezza. Michel Piccoli è la maschera bellissima di un pontefice in preda al disagio più totale, finito suo malgrado sul gradino più alto per portare avanti una missione più grande di lui. Soffre, si smarrisce, si infuria, sorride degustando l'ordinario come se fosse la cosa più speciale di tutte. Mai visto un papa così. Umano, troppo umano. Vittima di una scelta inattesa, in fuga dalla fumata sbagliata, uomo tra gli uomini come il primo dei suoi.

Simone Celli